Berlusconi e il partito del popolo

non lo voto, politicamente non mi piace ma come imprenditore, uomo di comunicazione e venditore di se stesso cè solo da imparare.
L’ ultima idea poi è da antologia del marketing.

Ma partiamo giustamente dall’inizio.

Berlusconi si è sempre mosso a partire da ricerche di mercato e sondaggi. Il principio è ineccepibile: diciamo le cose che il pubblico vuole sentire e il pubblico apprezzerà.
Nel 1994 il post Tangentopoli aveva lasciato macerie: Dc impresentabile anche dopo il cambio di nome, Psi spazzato via, Pci/Ds ancora da consolidare, Msi/An ancora da sdoganare, Lega in ascesa ma solo al Nord.

C’era un vuoto nel panorama politico: percentuali sostanziose di elettori non sapevano chi votare.
Parole chiave “Stop vecchi partiti”, “valori”, “ripartiamo dopo Tangentopoli”.
Ecco la discesa in campo di Berlusconi. Forza Italia non è un partito: è un insieme di club. Una squadra senza burocrazia ma aggregata dal carisma del suo leader. Si sgancia dai partiti vecchio stampo come struttura e modus operandi. FI va a collegarsi alla Lega (con cui condivide uno spirito che oggi chiameremmo di “antipolitica”) e con l’An post Fiuggi che vuole diventare un moderno partito di destra. Nasce il nucleo della Casa delle Libertà.
Gli slogan utilizzano ampiamente le parole chiave che ho citato prima. Berlusconi sembra un pò il salvatore della patria e nel 1994 l’ Italia conosce la prima campagna elettorale moderna, studiata e pianificata al dettaglio. La sinistra non se ne rende conto e non ha gli strumenti per reagire.

Vittoria assicurata per Fi

Facciamo un bel salto in avanti. 2007
Grillo ha portato il seme dell’antipolitica, l’ opinione pubblica (definizione che lascia il tempo che trova) è stanca della casta (altra parola chiave da sottolineare), la Casa delle Libertà è a pezzi. La sinistra invece ha creato il Partito Democratico: un concetto nuovo (finalmente) per l’Italia con un leader che capisce il peso della comunicazione in chiave politica.  E aggiungiamo che con un governo fragile il rischio urne è sempre dietro l’angolo.
Forza Italia rischia di arrivare impreparata al voto: senza An nè Udc e con una Lega meno ruggente, vincere non sembra così semplice.

Che si fa? Ecco il partito del popolo.
Prima la raccolta di firme in piazza per dare la spallata a Prodi: è il battesimo della gente, il V FI Day che segna il passaggio.
Poi chiude Forza Italia e nasce il partito del popolo. Un colpo di scena ad effetto, spiazzante. Quali sono le parole chiavi ora? popolo, basta partiti, no casta, contatto con la gente.
Forse è la seconda discesa in campo di Berlusconi. Si perchè ora riconosce il PD come interlocutore e arriva a prospettare una Grosse Koalition in Italia.

Ancora una volta, ricerche di mercato alla mano, è stato fiutato il trend della gente e le decisioni sono state prese di conseguenza. La creazione a freddo del consenso.
Cinicamente e realisticamente un capolavoro, eticamente meno ammissibile.

Però ammetto che mi piace il nuovo scenario che si avvicina: PD (logo a parte, acc qualcosina di meglio..) e Partito del Popolo (ora una sorpresa a scatola chiusa e cè da aspettarsi di tutto..).
Come già ho scritto, il bipolarismo non è nel Dna italiano ma tentar non nuoce

1 commento »

  1. [...] e Casini avevano tagliato di netto i legami con Berlusconi e il buon Silvio si era inventato il partito del popolo per uscire dall’empasse. Quindi troppo ottimista pensare che, di nuovo al governo, tutti i [...]

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Internet=right

steve jobs. biografia

Partiamo dicendo che non sa nè da incenso nè da tributo e il buon Steve ne esce parimenti come genio e come pazzo (e non solo in senso “foolish”)

una biografia si giudica dalla completezza con cui il personaggio viene raccontato e in questo tomo ho trovato tante luci e le giuste ombre. ammetto che su vari versanti mi ha colpito e spiazzato: la genialità ha un suo prezzo ma non immaginavo un Jobs così intrattabile e duro col mondo attorno. Manicheista nel dividere il mondo tra geni e coglioni, irascibile, fanatico: ero rimasto alla visione eroica del discorso di Stanford e immaginavo un essere umano vagamente diverso.

Superato lo shock, resta la certezza della sua unicità: solo un genio perfezionista poteva immaginare un qualcosa di così “altro” come il mondo Apple. ce l’ha fatta ma, a pensarci bene è così umano, c’è quasi sempre un tradeoff emotivo e personale.

Bella lettura, ispirante e coinvolgente.

iniziare ad ascoltare seriamente The Smiths?

29 modi per rimanere creativi

 

29 WAYS TO STAY CREATIVE from TO-FU on Vimeo.

visto su Il Post

ps: facendo il conto, siamo a buon punto dai

Una sedia, una stanza vuota

‘All men’s miseries derive from not being able to sit in a quiet room alone.’

Blaise Pascal

You don’t have to always be right


U2 – Sometimes You Can't Make It On Your Own di UniversalMusicItalia

All is quiet on New Year’s Day

un ricordo di un Capodanno di 15 anni fa o giù di lì, un pugno di neve per terra ma per la Bassa Veronese bastava per sentirsi in montagna. o forse bastava e avanzava per me. e U2 a manetta, beccando questo video in tv: una canzone di speranza e di sogni.

2011: un anno di immagini potenti

che un’immagine colpisca più di 1000 parole è ovvietà: un anno al capolinea raccontato da 45 scatti davvero potenti: qui

chi ha di più deve dare molto di più

la manovra Monti

Batman: Tu mi darai la caccia, mi condannerai, mi sguinzaglierai dietro i cani, perché è quello che deve succedere. Perché a volte la verità non basta. A volte la gente merita di più. A volte la gente ha bisogno che la propria fiducia venga ricompensata.
[..]
Gordon: Perché Batman è l’eroe che Gotham merita, ma non quello di cui ha bisogno adesso. E quindi gli daremo la caccia. Perché lui può sopportarlo. Perché lui non è un eroe, è un guardiano silenzioso che vigila su Gotham, un Cavaliere Oscuro.

 

 

paghiamo e pagheremo e giustamente ci lamenteremo (siam pur sempre italiani) e ci lamenteremo e ci lamenteremo ancora.
ma forse è tempo di guardare oltre il nostro naso.
sapete cos’è il familismo amorale? ci ha quasi ucciso.

non so saremo migliori o peggiori di certe generazioni passate che hanno scaricato su di noi i debiti e i problemi, rinviandoli serenamente ad un futuro in cui loro non ci sarebbero più stati.
mi chiedono cosa passasse in testa a quei politici che hanno inventato (per dirne solo una) le baby pensioni.
o forse lo immagino bene e questo mi fa incazzare anche di più.

per tante ragioni ora siamo la generazione che passa dalla cassa a sistemare i conti. più per obbligo che per scelta.
Un politico non avrebbe mai osato tanto, un tecnico si.

e mi ha fatto bene vedere un consiglio di ministri lavorare di domenica e un ministro parlare in lacrime.
è questa l’Italia per cui pago.