problematica

Parto da un pensiero di Vivenda, un tumblelog che vi suggerisco di apprezzare e gustare.
Cito un post di qualche mese fa (questo), in particolare:

Perché di fronte a tutto questo un uomo si sente in soggezione e, nonostante quello che vanno dicendo, le donne un po’ stupidine, più facili, meno complesse dal punto di vista del pensiero, sarebbero preferibili, perché meno problematiche da gestire

Se non avete già letto il resto del post ve lo anticipo: una donna che vive, che ha interessi, passioni, progetti, voglia di crescere.. ecco per tutto questo può risultare “problematica da gestire”.

è vero. la donna ideale è quella che tace, accondiscende, dà piacere (sessuale in primis) senza pretese, resta in silenzio all’occorrenza, fa da sparring partner. non chiede quello che non ha, si lascia controllare, ti fa da mamma (soprattutto per i maschi italici). pensa ai tuoi figli anche per te. è un pò oca? meglio, la sua testa sarà più facile da gestire.

l’uomo in fondo in fondo vorrebbe questo.
se però si ferma un attimo a pensare, capisce che questa donna non è niente più di una bambola, una colf, un soprammobile. non è una compagna, non è una persona con cui condividere la vita. è un passatempo. è una “cosa” per rassicurarci che siamo mediocri, nè meglio nè peggio degli altri. che non dobbiam far nulla più del necessario (funzioni primarie). che per non restare soli bastano 2 o 3 banalità.

ma  (e qui parlo alle donne) gli uomini hanno i loro limiti (ne avete anche voi :-) ). non vi invidio ma indubbiamente vi ammiro. vi ammiro quando siete toste, intelligenti, ironiche. quando mettete ko con uno sguardo i “”machi”" e le loro banalità. ho un debole per le donne “problematiche da gestire” e di certo non lo dico per piaggeria. non vi ammiro quando vi atteggiate a oche, anzi. rischiate di sembrare poco più che uno svago fisico.

e in una coppia serve sempre quella giusta dose di tensione, di confronto vero e diretto. serve il coraggio di affrontare l’incertezza creata dal fatto che nulla è dato per scontato. che oggi è oggi, e domani qualcosa cambierà, poco o tanto.

donne: diventate problematiche, farete scappare molti uomini ma volete accontentarvi del primo che arriva?
magari ho capito poco o nulla di voi, in fondo sono un maschio pure io :-)

un maschio che conta di aver trovato la sua donna, quella giusta, problematica da gestire come si deve ;-)

2 commenti »

  1. marlene scrive:

    sai: quando un uomo dopo avermi conosciuta scappa, sono sicura di non essermi persa niente. anche se era bello. anche se era uno “affermato”. soprattutto se era un “fighetto”.
    eh già…sono proprio una di quelle donne “problematiche”.
    anche se io mi sento semplicemente “viva”.

  2. Nicola scrive:

    si: nel senso di questo post “viva” è un ottimo sinonimo di “problematica”. anzi, forse è uno dei migliori.

    e ancora si: se scappa per il tuo essere “viva” non ti stai perdendo davvero granchè, anzi..

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un mundo

ammirato (anzi: esplorato: è un viaggio mentale) al reina sofia.
inspirational.

the best

per il tempo che passa e la fretta di perdere i momenti migliori, il mio piccolo antidoto è ricordare di ogni giorno l’istante più bello da portare con me. un diario di bordo molto minimo per non dimenticare che le cose minime sono spesso le  più grandiose

forever delayed

aldo

non è un paese per vecchi si dirà, e onestamente non è neppure troppo un paese per giovani, ma il ricordo e la gratitudine non se ne vanno.
la stima, la presenza. il fatto di aver creduto e aiutato un gruppo di ragazzi. di aver costruito dove altri hanno distrutto e continueranno a farlo. di aver cercato di creare ponti mal sopportati. il piacere di aver lavorato con te. buon viaggio aldo

la tristezza passerà, i semi gettati no: sapranno crescere.

Days With My Father

mi ha straziato dolcemente per la bellezza e la sincerità: Days with my Father

e anche per la condivisione di certi pensieri e immagini.

La foto #35 ferma il tempo. Tutti gli scatti sono eterni, ma questo in particolare.

the road

film di un pessimismo glaciale (ben abbinato a questo weekend perfetto per ottobre) e tagliente, duro. un pezzo di pietra. eppure bello, molto bello. Cormac Mccarthy in fondo non scrive favole per bambini: le sue storie sono stupendi pugni da knock out.

sono andato al tappeto anche sto giro.

dettagli #7

chi non ricorda più il bene che gli è toccato è vecchio nell’anima (tradizione cinese)

sabato pomeriggio

per viaggiare c’è un momento speciale, per me è il sabato pomeriggio. In giro per l’Europa ho respirato l’aria migliore in quel giorno, in quelle ore. frutto di tante coincidenze: il sabato è caduto sempre come ultimo giorno della partenza, attimo di relax dopo le tappe turistiche e sorso finale prima di tornare a casa. i momenti finali, di transizione restano come i più marcati nella memoria, sarà anche per questo.
A Barcellona ho toccato la magia del barrio gotico e di barceloneta, a Madrid una cerveza in scioltezza mescolato tra i madrileni, a Londra l’immersione in Camden Town, a Zurigo il piacere di una passeggiata in centro tra uno starbucks e un sushi. tanto per dirne alcuni.

buon lavoro

Osservandoti nella vita quotidiana con attento interesse, con l’intenzione di capire piuttosto che di giudicare, nell’accettazione completa di qualunque cosa possa emergere, per il solo fatto che è lì, tu dai modo a ciò che è profondo di venire in superficie e di arricchire la tua vita e la tua coscienza con le sue energie imprigionate.

Questo è il grande lavoro della consapevolezza: rimuove gli ostacoli e libera le energie tramite la comprensione della natura della vita e della mente. L’intelligenza è la porta della libertà e l’attenzione cosciente è la madre dell’intelligenza».

(Maharaj)

il penultimo bacio o bashert

(la villa del pranzo sembrava davvero quella de “L’ultimo bacio”)

matrimonio di un coetaneo, sono 30 anni ormai, e mi sento bene. è la sensazione appagante che la vita corre e scorre in modo interessante.
bene per gli sposi, bene per i dettagli, bene per l’atmosfera attorno.
per ricordare questo momento, dedico una foto istantanea: bashert, rubando un termine yiddish che non vedevo l’ora di utilizzare in qualche modo.

è un concetto affascinante, figlio di una cultura altrettanto affascinante: per definirlo, eccolo espresso con colore in questo post (complimenti all’autrice)