che simpatiche figure :-(

CASALEONE. Il sindaco accusa l’associazione di aver preparato il risotto per l’opposizione. Ora si teme per i fondi
Francesca Poletti
Fra Pro loco ed amministrazione Ambrosi la rottura è ormai definitiva e difficilmente ricomponibile. L’ultimo atto ostile è arrivato dal primo cittadino, che si è rifiutato – d’accordo con la sua maggioranza – di nominare i propri rappresentanti in seno al consiglio d’amministrazione dell’associazione ricreativa. Una decisione maturata alla fine di un lungo braccio di ferro iniziato già in campagna elettorale, nel maggio scorso, quando la Pro loco venne accusata dal sindaco uscente – e poi riconfermato per un pugno di voti – di essersi schierata a favore della lista Progetto Comune, contravvenendo così alle norme statutarie che indicano l’associazione come apolitica e aconfessionale. Una convinzione che Ambrosi conferma tuttoggi, dopo aver avuto «diversi riscontri a riguardo»: «alcuni membri della Pro loco hanno partecipato attivamente all’attività politica dell’attuale opposizione».
Sotto accusa sono finiti soprattutto i risotti preparati in alcune manifestazioni dell’opposizione. Indigesti per Ambrosi a tal punto da arrivare all’ultima decisione definita irrevocabile. «É chiaro che a Casaleone non esiste democrazia», controbatte il presidente della Carpanea Pierfilippo Franzini, «se una persona non è libera di andare a cucinare il risotto per un membro dell’opposizione. Se qualcuno del direttivo ha agito a favore dell’opposizione, lo ha fatto non a nome della Pro loco ma come singolo individuo. Tanto che la stessa associazione si è sempre resa disponibile per tutte le manifestazioni organizzate dall’amministrazione». Parole pesanti pronunciate con amarezza che non nascondola la paura più grande: il blocco dei finanziamenti da parte del Comune.
Una decisione, quest’ultima, che traspare dalla lettera che lo stesso Ambrosi ha inviato alla Pro loco per spiegare i motivi delle sue decisioni. Il primo atto in tal senso è già stato annunciato: il Comune non darà infatti il patrocinio al concorso gastronomico «Radicchio d’argento» perché «si tratta di una manifestazione che si svolge fuori dal territorio comunale». La sede dell’ormai tradizionale appuntamento gastronomico, in effetti, è Aselogna, la frazione di Cerea che è però più vicina a Casaleone che al suo capoluogo. Intanto a difesa della Pro loco si schiera l’opposizione, smentendo che l’associazione abbia fatto propaganda politica a suo favore. L’ex consigliere della Pro loco Enrica De Fanti – in lista con Progetto Comune – si era dimessa dal direttivo ancor prima di candidarsi alle amministrative.
L’impressione, a quest punto, è che le due realtà continueranno a camminera su binari paralleli e che le schermaglie siano solo all’inizio. Nel frattempo la Pro loco ha fissato la data della prossima assemblea dei soci che si terrà lunedì 15 ottobre alle 20.30 nelle sale della parrocchia del capoluogo. Ufficialmente in discussione ci sarà il rinnovo del consiglio di amministrazione e l’illustrazione delle manifestazioni in programma per la nuova stagione. È più che probabile, però, che si finirà per parlare della frattura con l’amministrazione cittadina anche alla luce del fatto che il presidente Pierfilippo Franzini ha esluso l’ipotesi delle sue dimissioni. «Il mio incarico non è in scadenza e non ci sono ad oggi motivi validi per dimettermi», ha spiegato. L’assemblea amplierà il numero dei componenti del consiglio d’amministrazione dando spazio ai giovani ed eleggendo il nuovo direttivo. Salvo colpi di scena, la riunione non appianerà le divergenze con l’amministrazione che difficilmente parteciperà all’incontro vista la profonda frattura con l’associazione.
Fonte: L’Arena

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steve jobs. biografia

Partiamo dicendo che non sa nè da incenso nè da tributo e il buon Steve ne esce parimenti come genio e come pazzo (e non solo in senso “foolish”)

una biografia si giudica dalla completezza con cui il personaggio viene raccontato e in questo tomo ho trovato tante luci e le giuste ombre. ammetto che su vari versanti mi ha colpito e spiazzato: la genialità ha un suo prezzo ma non immaginavo un Jobs così intrattabile e duro col mondo attorno. Manicheista nel dividere il mondo tra geni e coglioni, irascibile, fanatico: ero rimasto alla visione eroica del discorso di Stanford e immaginavo un essere umano vagamente diverso.

Superato lo shock, resta la certezza della sua unicità: solo un genio perfezionista poteva immaginare un qualcosa di così “altro” come il mondo Apple. ce l’ha fatta ma, a pensarci bene è così umano, c’è quasi sempre un tradeoff emotivo e personale.

Bella lettura, ispirante e coinvolgente.

iniziare ad ascoltare seriamente The Smiths?

29 modi per rimanere creativi

 

29 WAYS TO STAY CREATIVE from TO-FU on Vimeo.

visto su Il Post

ps: facendo il conto, siamo a buon punto dai

Una sedia, una stanza vuota

‘All men’s miseries derive from not being able to sit in a quiet room alone.’

Blaise Pascal

You don’t have to always be right


U2 – Sometimes You Can't Make It On Your Own di UniversalMusicItalia

All is quiet on New Year’s Day

un ricordo di un Capodanno di 15 anni fa o giù di lì, un pugno di neve per terra ma per la Bassa Veronese bastava per sentirsi in montagna. o forse bastava e avanzava per me. e U2 a manetta, beccando questo video in tv: una canzone di speranza e di sogni.

2011: un anno di immagini potenti

che un’immagine colpisca più di 1000 parole è ovvietà: un anno al capolinea raccontato da 45 scatti davvero potenti: qui

chi ha di più deve dare molto di più

la manovra Monti

Batman: Tu mi darai la caccia, mi condannerai, mi sguinzaglierai dietro i cani, perché è quello che deve succedere. Perché a volte la verità non basta. A volte la gente merita di più. A volte la gente ha bisogno che la propria fiducia venga ricompensata.
[..]
Gordon: Perché Batman è l’eroe che Gotham merita, ma non quello di cui ha bisogno adesso. E quindi gli daremo la caccia. Perché lui può sopportarlo. Perché lui non è un eroe, è un guardiano silenzioso che vigila su Gotham, un Cavaliere Oscuro.

 

 

paghiamo e pagheremo e giustamente ci lamenteremo (siam pur sempre italiani) e ci lamenteremo e ci lamenteremo ancora.
ma forse è tempo di guardare oltre il nostro naso.
sapete cos’è il familismo amorale? ci ha quasi ucciso.

non so saremo migliori o peggiori di certe generazioni passate che hanno scaricato su di noi i debiti e i problemi, rinviandoli serenamente ad un futuro in cui loro non ci sarebbero più stati.
mi chiedono cosa passasse in testa a quei politici che hanno inventato (per dirne solo una) le baby pensioni.
o forse lo immagino bene e questo mi fa incazzare anche di più.

per tante ragioni ora siamo la generazione che passa dalla cassa a sistemare i conti. più per obbligo che per scelta.
Un politico non avrebbe mai osato tanto, un tecnico si.

e mi ha fatto bene vedere un consiglio di ministri lavorare di domenica e un ministro parlare in lacrime.
è questa l’Italia per cui pago.

you can change it