lamentocrazia

nn ho mai vissuto all’estero per periodi significativi, quindi potrei dire fesserie.
sono discretamente convinto però che noi italiani tendiamo molto più di altri a lamentarsi.
se le cose nn vanno come vorremmo, ci lamentiamo. non rimbocchiamo le maniche o ragioniamo sul da farsi, ci lamentiamo. quello stesso tempo che potremmo impiegare in modo attivo, no: lo gettiamo in rimostranze.

perchè? dico la mia. perchè siamo immersi in un’atmosfera clientelare dove i problemi si risolvono grazie al favore di qualcuno, alla spinta di qualche “potente”. noi da soli no, nessuna idea che possiamo intervenire con le nostre mani.

il merito non esiste, lo spazio resta tutto per il favore o la gentile concessione altrui. il favoritismo è la nemesi della meritocrazia.

e confesso di essere diventato molto intollerante nei confronti dei lamentatori seriali.

3 commenti »

  1. Scarperosse scrive:

    Condivido pienamente Nik.
    Quando dici che lamentarsi è una perdita di tempo.
    Niente di più vero.

    Ma nel mio disincanto crescente ho capito anche che, se le nostre idee risolutive (per risolvere quello che intorno a noi non funziona e non ci piace) viaggiano troppo veloci, non hanno il tempo di attecchire, di entrare nella testa di chi dovrebbe sentire…
    perchè non tutti pensano alla stessa velocità.

    Personalmente credo che sia giusto esternare, se qualcosa non va bene, ma è meglio farlo se si ha già una soluzione al problema.
    Diventa costruttivo. Sempre.

  2. Scarperosse scrive:

    Io sono del partito del “merito”, sempre e comunque.
    Chi usa la testa per promuovere e muovere buona iniziative ed idee, va sostenuto, gratificato ed incentivato a non smettere mai.

    Il lamento a volte è voce di impotenza.

  3. Aldo scrive:

    ed i dati confermano che gli Italiani si lamentano ma non agiscono altrettanto.

    Il numero di emigrati verso l’Australia e’ crollato nonostante tantissimi si dicano interessati a cambiare vita.

    http://www.italiansinfuga.com/2009/02/06/gli-italiani-si-lamentano-sognano-laustralia-ma-non-emigrano/

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steve jobs. biografia

Partiamo dicendo che non sa nè da incenso nè da tributo e il buon Steve ne esce parimenti come genio e come pazzo (e non solo in senso “foolish”)

una biografia si giudica dalla completezza con cui il personaggio viene raccontato e in questo tomo ho trovato tante luci e le giuste ombre. ammetto che su vari versanti mi ha colpito e spiazzato: la genialità ha un suo prezzo ma non immaginavo un Jobs così intrattabile e duro col mondo attorno. Manicheista nel dividere il mondo tra geni e coglioni, irascibile, fanatico: ero rimasto alla visione eroica del discorso di Stanford e immaginavo un essere umano vagamente diverso.

Superato lo shock, resta la certezza della sua unicità: solo un genio perfezionista poteva immaginare un qualcosa di così “altro” come il mondo Apple. ce l’ha fatta ma, a pensarci bene è così umano, c’è quasi sempre un tradeoff emotivo e personale.

Bella lettura, ispirante e coinvolgente.

iniziare ad ascoltare seriamente The Smiths?

29 modi per rimanere creativi

 

29 WAYS TO STAY CREATIVE from TO-FU on Vimeo.

visto su Il Post

ps: facendo il conto, siamo a buon punto dai

Una sedia, una stanza vuota

‘All men’s miseries derive from not being able to sit in a quiet room alone.’

Blaise Pascal

You don’t have to always be right


U2 – Sometimes You Can't Make It On Your Own di UniversalMusicItalia

All is quiet on New Year’s Day

un ricordo di un Capodanno di 15 anni fa o giù di lì, un pugno di neve per terra ma per la Bassa Veronese bastava per sentirsi in montagna. o forse bastava e avanzava per me. e U2 a manetta, beccando questo video in tv: una canzone di speranza e di sogni.

2011: un anno di immagini potenti

che un’immagine colpisca più di 1000 parole è ovvietà: un anno al capolinea raccontato da 45 scatti davvero potenti: qui

chi ha di più deve dare molto di più

la manovra Monti

Batman: Tu mi darai la caccia, mi condannerai, mi sguinzaglierai dietro i cani, perché è quello che deve succedere. Perché a volte la verità non basta. A volte la gente merita di più. A volte la gente ha bisogno che la propria fiducia venga ricompensata.
[..]
Gordon: Perché Batman è l’eroe che Gotham merita, ma non quello di cui ha bisogno adesso. E quindi gli daremo la caccia. Perché lui può sopportarlo. Perché lui non è un eroe, è un guardiano silenzioso che vigila su Gotham, un Cavaliere Oscuro.

 

 

paghiamo e pagheremo e giustamente ci lamenteremo (siam pur sempre italiani) e ci lamenteremo e ci lamenteremo ancora.
ma forse è tempo di guardare oltre il nostro naso.
sapete cos’è il familismo amorale? ci ha quasi ucciso.

non so saremo migliori o peggiori di certe generazioni passate che hanno scaricato su di noi i debiti e i problemi, rinviandoli serenamente ad un futuro in cui loro non ci sarebbero più stati.
mi chiedono cosa passasse in testa a quei politici che hanno inventato (per dirne solo una) le baby pensioni.
o forse lo immagino bene e questo mi fa incazzare anche di più.

per tante ragioni ora siamo la generazione che passa dalla cassa a sistemare i conti. più per obbligo che per scelta.
Un politico non avrebbe mai osato tanto, un tecnico si.

e mi ha fatto bene vedere un consiglio di ministri lavorare di domenica e un ministro parlare in lacrime.
è questa l’Italia per cui pago.

you can change it