nn ho mai vissuto all’estero per periodi significativi, quindi potrei dire fesserie.
sono discretamente convinto però che noi italiani tendiamo molto più di altri a lamentarsi.
se le cose nn vanno come vorremmo, ci lamentiamo. non rimbocchiamo le maniche o ragioniamo sul da farsi, ci lamentiamo. quello stesso tempo che potremmo impiegare in modo attivo, no: lo gettiamo in rimostranze.
perchè? dico la mia. perchè siamo immersi in un’atmosfera clientelare dove i problemi si risolvono grazie al favore di qualcuno, alla spinta di qualche “potente”. noi da soli no, nessuna idea che possiamo intervenire con le nostre mani.
il merito non esiste, lo spazio resta tutto per il favore o la gentile concessione altrui. il favoritismo è la nemesi della meritocrazia.
e confesso di essere diventato molto intollerante nei confronti dei lamentatori seriali.

Condivido pienamente Nik.
Quando dici che lamentarsi è una perdita di tempo.
Niente di più vero.
Ma nel mio disincanto crescente ho capito anche che, se le nostre idee risolutive (per risolvere quello che intorno a noi non funziona e non ci piace) viaggiano troppo veloci, non hanno il tempo di attecchire, di entrare nella testa di chi dovrebbe sentire…
perchè non tutti pensano alla stessa velocità.
Personalmente credo che sia giusto esternare, se qualcosa non va bene, ma è meglio farlo se si ha già una soluzione al problema.
Diventa costruttivo. Sempre.
Io sono del partito del “merito”, sempre e comunque.
Chi usa la testa per promuovere e muovere buona iniziative ed idee, va sostenuto, gratificato ed incentivato a non smettere mai.
Il lamento a volte è voce di impotenza.
ed i dati confermano che gli Italiani si lamentano ma non agiscono altrettanto.
Il numero di emigrati verso l’Australia e’ crollato nonostante tantissimi si dicano interessati a cambiare vita.
http://www.italiansinfuga.com/2009/02/06/gli-italiani-si-lamentano-sognano-laustralia-ma-non-emigrano/
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