fuoriclasse

(tratto da Repubblica) + grassetto mio

Michael Jordan diceva di essere diventato il migliore perché aveva sbagliato novemila tiri. Lei dice che Mozart da bambino era un pessimo compositore. Ma chi ascoltava i Beatles ad Amburgo, all’inizio, non doveva avere comunque la sensazione che, ehi, quelli sarebbero stati i Beatles?

“No. Quelli che diventeranno fuoriclasse possono essere mediocri lungo la strada per riuscirci. Se un talent scout ad Amburgo si fosse alzato prima della fine del concerto rinunciando a segnalare quei quattro a una casa discografica non avrebbe sbagliato. Che il talento sia visibile sotto una superficie trasparente è un’illusione. Lo vedi alla fine, quando sboccia. Devi aspettare“.


Potrà sembrare curioso chiederlo a uno che ha scritto una “teoria del successo”, ma è una cosa così importante averlo? È necessario essere approvati da una società che giudica con questi criteri? E guardando chi ha successo oggi, non esattamente dei Beatles, non è legittimo aver voglia di fallire?
“Concordo sul fatto che il successo non sia un punto d’arrivo. Il punto d’arrivo è fare qualcosa di significativo. Non è avere ricchezza o fama, ma trovare un senso per il proprio operato.  Chi ci riesce ha il vero successo. E sono meno di quelli che ottengono soldi o celebrità”.

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steve jobs. biografia

Partiamo dicendo che non sa nè da incenso nè da tributo e il buon Steve ne esce parimenti come genio e come pazzo (e non solo in senso “foolish”)

una biografia si giudica dalla completezza con cui il personaggio viene raccontato e in questo tomo ho trovato tante luci e le giuste ombre. ammetto che su vari versanti mi ha colpito e spiazzato: la genialità ha un suo prezzo ma non immaginavo un Jobs così intrattabile e duro col mondo attorno. Manicheista nel dividere il mondo tra geni e coglioni, irascibile, fanatico: ero rimasto alla visione eroica del discorso di Stanford e immaginavo un essere umano vagamente diverso.

Superato lo shock, resta la certezza della sua unicità: solo un genio perfezionista poteva immaginare un qualcosa di così “altro” come il mondo Apple. ce l’ha fatta ma, a pensarci bene è così umano, c’è quasi sempre un tradeoff emotivo e personale.

Bella lettura, ispirante e coinvolgente.

iniziare ad ascoltare seriamente The Smiths?

29 modi per rimanere creativi

 

29 WAYS TO STAY CREATIVE from TO-FU on Vimeo.

visto su Il Post

ps: facendo il conto, siamo a buon punto dai

Una sedia, una stanza vuota

‘All men’s miseries derive from not being able to sit in a quiet room alone.’

Blaise Pascal

You don’t have to always be right


U2 – Sometimes You Can't Make It On Your Own di UniversalMusicItalia

All is quiet on New Year’s Day

un ricordo di un Capodanno di 15 anni fa o giù di lì, un pugno di neve per terra ma per la Bassa Veronese bastava per sentirsi in montagna. o forse bastava e avanzava per me. e U2 a manetta, beccando questo video in tv: una canzone di speranza e di sogni.

2011: un anno di immagini potenti

che un’immagine colpisca più di 1000 parole è ovvietà: un anno al capolinea raccontato da 45 scatti davvero potenti: qui

chi ha di più deve dare molto di più

la manovra Monti

Batman: Tu mi darai la caccia, mi condannerai, mi sguinzaglierai dietro i cani, perché è quello che deve succedere. Perché a volte la verità non basta. A volte la gente merita di più. A volte la gente ha bisogno che la propria fiducia venga ricompensata.
[..]
Gordon: Perché Batman è l’eroe che Gotham merita, ma non quello di cui ha bisogno adesso. E quindi gli daremo la caccia. Perché lui può sopportarlo. Perché lui non è un eroe, è un guardiano silenzioso che vigila su Gotham, un Cavaliere Oscuro.

 

 

paghiamo e pagheremo e giustamente ci lamenteremo (siam pur sempre italiani) e ci lamenteremo e ci lamenteremo ancora.
ma forse è tempo di guardare oltre il nostro naso.
sapete cos’è il familismo amorale? ci ha quasi ucciso.

non so saremo migliori o peggiori di certe generazioni passate che hanno scaricato su di noi i debiti e i problemi, rinviandoli serenamente ad un futuro in cui loro non ci sarebbero più stati.
mi chiedono cosa passasse in testa a quei politici che hanno inventato (per dirne solo una) le baby pensioni.
o forse lo immagino bene e questo mi fa incazzare anche di più.

per tante ragioni ora siamo la generazione che passa dalla cassa a sistemare i conti. più per obbligo che per scelta.
Un politico non avrebbe mai osato tanto, un tecnico si.

e mi ha fatto bene vedere un consiglio di ministri lavorare di domenica e un ministro parlare in lacrime.
è questa l’Italia per cui pago.

you can change it