«Quando andavo a scuola, mi domandarono come volessi essere da grande. Io scrissi “felice”. Mi dissero che non avevo capito il compito e io dissi loro che non avevano capito la vita» John Lennon
Living indeed
«Quando andavo a scuola, mi domandarono come volessi essere da grande. Io scrissi “felice”. Mi dissero che non avevo capito il compito e io dissi loro che non avevano capito la vita» John Lennon
Californication sa toccare punte liriche francamente sorprendenti: non siamo ai livelli (irraggiungibili) di “Dear Karen” ma non si scherza neppure qui
vi è capitato di leggere “The dead”, il racconto finale di “Dubliners” (James Joyce of course)?
si, sono le letture forzate da liceo, quelle che difficilmente poi riprendi in mano.
cmnq Joyce è inevitabilmente Joyce e nell’ultimo spezzone di “Gente da Dublino” tocca corde sublimi, a suo modo.
La storia è questa. leggetela.
il pensiero della vita e della morte si confonde e si perde (e cosa potrebbe essere altrimenti?) e si snoda in una nevicata silenziosa, senza punti di arrivo. e pazienza. ci pensavo oggi in chiesa: i vivi hanno esigenze e rituali da espletare, i morti no. tutto è per i vivi. e questo dovrebbe forse sollevarci un pò il cuore.
il relax è una piacevole ma innocente trasgressione, me lo sono concesso con queste parole chiave:
inception (il finale)
arcade fire
big bang theory (2 puntate e mezzo)
2 dita di whisky
einaudi
ingaggio
Italian way of life [..]
“accettare una vita di stenti sperando nella volta improvvisa che cambia la vita. Il superenalotto, l’incontro col potente..”
fastidiosamente vero: è un way of life che si respira e si tocca, in modo insidioso
Avete preso lezioni solo da quelli che vi hanno ammirato, trattato con tenerezza e vi hanno lasciato la via libera? Non avete appreso anche grandi lezioni da quelli che vi rifiutano e che si oppongono a voi ostinatamente o che vi trattano con disprezzo o che vi contendono il passaggio?
w.whitman
non aggiunge e non toglie nulla alla storia della musica ma questo video mi ha ipnotizzato e negli ultimi giorni è entrato nei miei loop.
iniziamo da un aneddoto: la canzone, che non conoscevo e ignoravo quanto l’esistenza del gruppo, l’ho scoperta grazie a Shazam mentre ero in giro per negozi. melodia carina e la curiosità è scattata: ok l’iPhone ha decretato Stay, Hurts.
E Stay sia. Pop carino, meno banale della media, ci sta.
Il video invece, un piccolo cortometraggio. Perchè mi piace:
- la pietra lavica e le coste islandesi sono magnetiche e fanno da controcanto perfetto all’atmosfera della canzone
- le ballerine: all’inizio ferme, immerse nel velo mosso dal vento. un fotogramma solenne. per tutto il video mi ricordano i cori delle tragedie greche. un fascino molto distaccato, quindi ancora più fascinoso
- i piani lunghi dei protagonisti incastonati tra cielo e terra. poetici
- le inquadrature sfocate e i primi piani incastrati
- il piano suonato a vista mare (e che mare) e l’orizzonte che bussa
- la bellezza algida della protagonista
Insomma: bello