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buon lavoro

Osservandoti nella vita quotidiana con attento interesse, con l’intenzione di capire piuttosto che di giudicare, nell’accettazione completa di qualunque cosa possa emergere, per il solo fatto che è lì, tu dai modo a ciò che è profondo di venire in superficie e di arricchire la tua vita e la tua coscienza con le sue energie imprigionate.

Questo è il grande lavoro della consapevolezza: rimuove gli ostacoli e libera le energie tramite la comprensione della natura della vita e della mente. L’intelligenza è la porta della libertà e l’attenzione cosciente è la madre dell’intelligenza».

(Maharaj)

il penultimo bacio o bashert

(la villa del pranzo sembrava davvero quella de “L’ultimo bacio”)

matrimonio di un coetaneo, sono 30 anni ormai, e mi sento bene. è la sensazione appagante che la vita corre e scorre in modo interessante.
bene per gli sposi, bene per i dettagli, bene per l’atmosfera attorno.
per ricordare questo momento, dedico una foto istantanea: bashert, rubando un termine yiddish che non vedevo l’ora di utilizzare in qualche modo.

è un concetto affascinante, figlio di una cultura altrettanto affascinante: per definirlo, eccolo espresso con colore in questo post (complimenti all’autrice)

eppure (dis)sentire

comincio dalla fine: il divide et impera che sta facendo felice Berlusconi e gran male al concetto astratto di “lealtà”.
(non è un paese per gentlemen si dirà)
ovvero gli ex An che lasciano Fini per la sua strada e giurano fedeltà al Pdl. ed è la nota più amara di tutte da un punto di vista umano.

da un punto di vista politico, trovo fisiologico un normale scambio di vedute all’interno di un partito: aiuta.
con moderazione per forza, e citiamo subito 2 esempi negativi dove troppo scambio nuoce e gravemente: il Pd, una gabbia di solisti, e la vecchia Dc, un zoo di correnti e correntine.

ok, a tutto c’è una misura.

il Pdl è a zero democrazia interna ma nasce nell’alone carismatico del leader e non può essere altrimenti.
il carisma unisce o divide, non c’è via intermedia.

Fini avrà fatto i suoi conti politici, giusti o sbagliati. ha fatto la voce grossa. e viene fatto passare per il traditore.
non ci siamo.
il Pdl non sopravviverà a Berlusconi e la Lega è in scia: rimane l’unica forza politica credibile. e mi duole ammetterlo.

(non è un paese per equilibri politici,  che si dica)

paradigma Cilmi

funziona così.

Gabriella Cilmi, voce carina, nome sconosciuto. Nel 2007 il singolo “Sweet about me“, pop orecchiabile e diciamo accettabile. Forse ve lo ricordate. Good: destino da one hit wonder. Ovvero: brava, hai messo una canzone nella top list ma poi sei scomparsa. Brava

Che si fa? Cambio schema. Canzone commercial pop: On a mission (se ve lo state chiedendo: si, è la stessa persona) e il ritornello è appiciccoso. Si spoglia un pò nel video: puntiamo sul lato secsi.  Il pubblico gradisce. Confermiamo l’immagine di cantante sexy: vai col servizio fotografico su FHM (vedi Tgcom di oggi). Un altro paio di video in tema e magari qualche gossip, la nuova starlette è servita.

è un paradigma che funziona.
già provato a suo tempo da Christina Aguilera, Britney Spears. Ke$ha idem ma mi annoia un pò.
a lady Gaga una segnalazione per l’originalità: è kitsch, è pop diverso. ha un cattivo gusto molto ricercato. me gusta

dettagli #6

(no, questo non è proprio un dettaglio)

adesso fa qlcs che serva, che è anche per te se il tuo paese è una merda – afterhours

dettagli #5

sante parole: clinicamente testate

‘Shift your goal achievement to inner peace and you will wake up one morning to find that you have both”.

Alan Cohen

ce ne vuole

ce ne vuole perchè un cartone faccia piangere, eppure:

dettagli #4

un modo interessante per capire le persone: il loro modo di scrivere.
non parlo della calligrafia e neppure del lessico. guardo come strutturano le frasi, come rincorrono i pensieri, come giocano con le pause e la punteggiatura. se sono abbondanti o ermetici, se si dilungano o tagliano corto. se esprimono sentimenti o si nascondono.

ai tempi del web (in cui ahimè si è un pò persa la scrittura su carta) basta anche un blog oppure Facebook.
è un gioco, provate. funziona però

dear Karen

Il video qui sotto l’ho già postato. Ma.
Ma mi sospendo a guardarlo ogni volta che capita. é una delle sequenze più emozionanti passate per il piccolo schermo. parla d’amore, si.  ma non l’amore astratto e immaginato. è l’amore che si mischia alla vita e a tutti dubbi e le difficoltà e ne esce sporco forse ma certamente più vero. si, “vero” è la parola più adatta.

ho fatto mio questo video. mi ha fatto pensare, piangere. l’ho dedicato alla persona che amo.
mi ha fatto scoprire “Nothingman” dei Pearl Jam, che è stupenda.

le inquadrature. le pause. il mood

21 km circa più tardi

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