sarei curioso di vederlo trasposto al cinema, consapevole però che sicuramente ne guasterebbero lo spirito elegante e raffinato. è una piccola perla che ho divorato in un viaggio in treno e nella notte successiva, affamato di sapere come sarebbe finito.
la storia, i personaggi, tutto si muove in punta di dita, in quell’ “eleganza del riccio”espressa così:
fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti
rimane la bellezza della quotidianità e il coraggio di osare dietro le apparenze. l’ironia di saltare oltre i clichè. il piacere di sorprendersi. in un’ultima analisi, il gusto della vita.
sorprendente, anche nel finale.
difficile a spiegare ma sento qualche contatto con Il favoloso mondo di Amelie. sarà lo stesso gusto per le minimalia forse.


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