la strega e gli spazi

de La strega di Portobello (intrigante ma nn certo il migliore di Coelho) ricorderò questo: gli spazi in bianco.

Cito:

La musica esiste solo perchè ci sono le pause. Le frasi vivono soltanto perchè ci sono gli spazi in bianco. Nel momento in cui mi fermo capisco che manca qualcosa.

Agire, correre, riempirsi di cose da fare per non avere spazi in bianco, che costringono a riflettere. ad essere onesti, senza inibizioni, oltre la nostra volontà.

Il vuoto spaventa più del pieno.
La sincronia ha voluto che mentre leggevo nonna mi raccontasse di un’amica appena pensionata e alle prese con un problema: dopo 50 anni di lavoro continuo si ritrova ora senza sapere che fare: spiazzata.

e, per “disintossicarsi” ora ritorna a fare qualche ora di lavoro al giorno, poco per volta.
quale esempio migliore?
ps: non è che la parte pregiata della vita siano proprio questi spazi in bianco?

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un mundo

ammirato (anzi: esplorato: è un viaggio mentale) al reina sofia.
inspirational.

the best

per il tempo che passa e la fretta di perdere i momenti migliori, il mio piccolo antidoto è ricordare di ogni giorno l’istante più bello da portare con me. un diario di bordo molto minimo per non dimenticare che le cose minime sono spesso le  più grandiose

forever delayed

aldo

non è un paese per vecchi si dirà, e onestamente non è neppure troppo un paese per giovani, ma il ricordo e la gratitudine non se ne vanno.
la stima, la presenza. il fatto di aver creduto e aiutato un gruppo di ragazzi. di aver costruito dove altri hanno distrutto e continueranno a farlo. di aver cercato di creare ponti mal sopportati. il piacere di aver lavorato con te. buon viaggio aldo

la tristezza passerà, i semi gettati no: sapranno crescere.

Days With My Father

mi ha straziato dolcemente per la bellezza e la sincerità: Days with my Father

e anche per la condivisione di certi pensieri e immagini.

La foto #35 ferma il tempo. Tutti gli scatti sono eterni, ma questo in particolare.

the road

film di un pessimismo glaciale (ben abbinato a questo weekend perfetto per ottobre) e tagliente, duro. un pezzo di pietra. eppure bello, molto bello. Cormac Mccarthy in fondo non scrive favole per bambini: le sue storie sono stupendi pugni da knock out.

sono andato al tappeto anche sto giro.

dettagli #7

chi non ricorda più il bene che gli è toccato è vecchio nell’anima (tradizione cinese)

sabato pomeriggio

per viaggiare c’è un momento speciale, per me è il sabato pomeriggio. In giro per l’Europa ho respirato l’aria migliore in quel giorno, in quelle ore. frutto di tante coincidenze: il sabato è caduto sempre come ultimo giorno della partenza, attimo di relax dopo le tappe turistiche e sorso finale prima di tornare a casa. i momenti finali, di transizione restano come i più marcati nella memoria, sarà anche per questo.
A Barcellona ho toccato la magia del barrio gotico e di barceloneta, a Madrid una cerveza in scioltezza mescolato tra i madrileni, a Londra l’immersione in Camden Town, a Zurigo il piacere di una passeggiata in centro tra uno starbucks e un sushi. tanto per dirne alcuni.

buon lavoro

Osservandoti nella vita quotidiana con attento interesse, con l’intenzione di capire piuttosto che di giudicare, nell’accettazione completa di qualunque cosa possa emergere, per il solo fatto che è lì, tu dai modo a ciò che è profondo di venire in superficie e di arricchire la tua vita e la tua coscienza con le sue energie imprigionate.

Questo è il grande lavoro della consapevolezza: rimuove gli ostacoli e libera le energie tramite la comprensione della natura della vita e della mente. L’intelligenza è la porta della libertà e l’attenzione cosciente è la madre dell’intelligenza».

(Maharaj)

il penultimo bacio o bashert

(la villa del pranzo sembrava davvero quella de “L’ultimo bacio”)

matrimonio di un coetaneo, sono 30 anni ormai, e mi sento bene. è la sensazione appagante che la vita corre e scorre in modo interessante.
bene per gli sposi, bene per i dettagli, bene per l’atmosfera attorno.
per ricordare questo momento, dedico una foto istantanea: bashert, rubando un termine yiddish che non vedevo l’ora di utilizzare in qualche modo.

è un concetto affascinante, figlio di una cultura altrettanto affascinante: per definirlo, eccolo espresso con colore in questo post (complimenti all’autrice)