Non bisogna perdere la capacità di stupirsi, perchè altrimenti il mondo e la nostra stessa vita diventerebbe un’abitudine.
J. Gaarder
[..] se ci fosse dato di vedere più oltre del nostro sapere e della nostra vita limitata e delle nostre
stesse facoltà di presentimento, “sopporteremmo le nostre tristezze con maggior fiducia delle
nostre gioie”. Le tristezze sono infatti momenti in cui qualcosa di nuovo è entrato in noi,
qualcosa di inaudito e sconosciuto (che può diventare) il nostro “destino”
A. G. Gargani
la mia tesi inizia così: per il resto la potete sfogliare liberamente qui sotto.
L’analisi è datata (2004) e Internet corre veloce ma alcuni elementi sono ancora interessanti.
Un’ultima cosa: il servizio che permette la pubblicazione è strepitoso (Calameo)

very very interesting
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