il mio #10×10

il mio #10×10 (hashtaggate pure)

0) Presentati in 140 caratteri
Se googlate “Nicola Ferrari” scoprirete che gioco a calcio :-) puntate su “Anakyn”

1) L’url del 2009
Onore delle armi a Facebook (nn lo linko, superfluo). Ormai oltre all’email “dobbiamo” controllare anche Facebook. Ma CurrentTv merita più che una menzione.

2) Il blog rivelazione del 2009
Tourmarketing è stato una debuttante interessante, diciamolo. Non nasce nel 2009 ma da quest’anno lo leggo con passione: Freelanceswitch

3) La promessa mancata del 2009

Su questa domanda c’è sempre da meditare. Mi ha deluso un pò Facebook: un gigante dai piedi d’argilla. Ho sempre la sensazione che manchi di progettualità a medio termine. Magari sbaglio. E mi ha deluso Google sul lato social: pensavo si muovesse meglio e più velocemente. imho

4) Il (web) personaggio dell’anno
Riccardo Luna, si, se lo merita tutto.

5) Da tenere d’occhio per il 2010
Augmented reality
e le prossime evoluzioni dei social. Ci sarà da divertirsi. Poi Banzai, mi stuzzica vedere la sua evoluzione.

6) L’url da non perdere nel 2010

Per deformazione professionale aspetto Google Caffeine e la versione definitiva di Bing.

7) Cosa farò nel 2010
Contenuti, contenuti, contenuti in salsa social e sem. Poi almeno due progetti collaterali in cantiere. Work in progress

8 ) Il (web) personaggio rivelazione del 2010
Sono stufo dei soliti nomi. Punto sui nativi digitali (in teoria lo sono anch’io, nato nel 1980, diciamo i nativi più nativi di me):  facciamo così, cliccate qui e sceglietene uno. Io opto per Michele Greco (grazie Hamlet) Nicola Greco ma Daniel Brusilovsky è hype.

9) La parola chiave del 2010
Mobile
: nel senso di mobail :-)

2 commenti »

  1. Hamlet scrive:

    Michele Greco o Nicola Greco? :-)

  2. Nicola scrive:

    :-) grazie per la correzione!

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un mundo

ammirato (anzi: esplorato: è un viaggio mentale) al reina sofia.
inspirational.

the best

per il tempo che passa e la fretta di perdere i momenti migliori, il mio piccolo antidoto è ricordare di ogni giorno l’istante più bello da portare con me. un diario di bordo molto minimo per non dimenticare che le cose minime sono spesso le  più grandiose

forever delayed

aldo

non è un paese per vecchi si dirà, e onestamente non è neppure troppo un paese per giovani, ma il ricordo e la gratitudine non se ne vanno.
la stima, la presenza. il fatto di aver creduto e aiutato un gruppo di ragazzi. di aver costruito dove altri hanno distrutto e continueranno a farlo. di aver cercato di creare ponti mal sopportati. il piacere di aver lavorato con te. buon viaggio aldo

la tristezza passerà, i semi gettati no: sapranno crescere.

Days With My Father

mi ha straziato dolcemente per la bellezza e la sincerità: Days with my Father

e anche per la condivisione di certi pensieri e immagini.

La foto #35 ferma il tempo. Tutti gli scatti sono eterni, ma questo in particolare.

the road

film di un pessimismo glaciale (ben abbinato a questo weekend perfetto per ottobre) e tagliente, duro. un pezzo di pietra. eppure bello, molto bello. Cormac Mccarthy in fondo non scrive favole per bambini: le sue storie sono stupendi pugni da knock out.

sono andato al tappeto anche sto giro.

dettagli #7

chi non ricorda più il bene che gli è toccato è vecchio nell’anima (tradizione cinese)

sabato pomeriggio

per viaggiare c’è un momento speciale, per me è il sabato pomeriggio. In giro per l’Europa ho respirato l’aria migliore in quel giorno, in quelle ore. frutto di tante coincidenze: il sabato è caduto sempre come ultimo giorno della partenza, attimo di relax dopo le tappe turistiche e sorso finale prima di tornare a casa. i momenti finali, di transizione restano come i più marcati nella memoria, sarà anche per questo.
A Barcellona ho toccato la magia del barrio gotico e di barceloneta, a Madrid una cerveza in scioltezza mescolato tra i madrileni, a Londra l’immersione in Camden Town, a Zurigo il piacere di una passeggiata in centro tra uno starbucks e un sushi. tanto per dirne alcuni.

buon lavoro

Osservandoti nella vita quotidiana con attento interesse, con l’intenzione di capire piuttosto che di giudicare, nell’accettazione completa di qualunque cosa possa emergere, per il solo fatto che è lì, tu dai modo a ciò che è profondo di venire in superficie e di arricchire la tua vita e la tua coscienza con le sue energie imprigionate.

Questo è il grande lavoro della consapevolezza: rimuove gli ostacoli e libera le energie tramite la comprensione della natura della vita e della mente. L’intelligenza è la porta della libertà e l’attenzione cosciente è la madre dell’intelligenza».

(Maharaj)

il penultimo bacio o bashert

(la villa del pranzo sembrava davvero quella de “L’ultimo bacio”)

matrimonio di un coetaneo, sono 30 anni ormai, e mi sento bene. è la sensazione appagante che la vita corre e scorre in modo interessante.
bene per gli sposi, bene per i dettagli, bene per l’atmosfera attorno.
per ricordare questo momento, dedico una foto istantanea: bashert, rubando un termine yiddish che non vedevo l’ora di utilizzare in qualche modo.

è un concetto affascinante, figlio di una cultura altrettanto affascinante: per definirlo, eccolo espresso con colore in questo post (complimenti all’autrice)