il gioco del go, il riccio, il treno

se l’ho scoperto è stato grazie all’eleganza del riccio. e se ho letto l’eleganza del riccio è stato merito di Monaco e del ritorno in treno.

(eh quanti libri letti in treno: uno dei pochi motivi, oltre alle chiacchierate con gli amici, per prendere la linea cerea-padova)

il go dicevamo, affascinante. difficile da spiegare. ho provato a giocarci online, ma senza emozione: dove posso provare dal vivo?

wikipedia mi aiuta a spiegarlo.

2 commenti »

  1. Roberto Foschi scrive:

    Ciao Anakyn (è il tuo pseudonimo o ho capito male),
    Mi chiamo Roberto ed è qualche anno che gioco a go. In effetti giocare dal vivo è tutta un’altra cosa. Inoltre puoi incontrare giocatori forti che ti aiutano a perfezionarti nel gioco e possono trasmetterti la “filosofia” del go. Sfortunatamente in Italia non ci sono molti giocatori, ma avendo voglia di spostarti un po’ puoi trovare dei club di go (in veneto ce ne sono diversi). Ti giro alcuni link:
    http://www.figg.org/
    sito della federazione italiana gioco go
    http://www.figg.org/clubs-ita.html
    elenco dei go club in Italia (non so quanto sia aggiornato)
    http://www.agi.go.it/
    Sito dell’associazione italiana gioco go
    Spero che ti siano utili. Se vuoi altre informazioni non esitare a contattarmi per mail, è sempre un piacere trovare nuove persone interessate al gioco :-) Ciao
    Roberto

  2. Nicola scrive:

    ciao Roberto, grazie per le informazioni, nn ero ancora riuscito ad approfondire ma forse ora è l’occasione giusta..

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un mundo

ammirato (anzi: esplorato: è un viaggio mentale) al reina sofia.
inspirational.

the best

per il tempo che passa e la fretta di perdere i momenti migliori, il mio piccolo antidoto è ricordare di ogni giorno l’istante più bello da portare con me. un diario di bordo molto minimo per non dimenticare che le cose minime sono spesso le  più grandiose

forever delayed

aldo

non è un paese per vecchi si dirà, e onestamente non è neppure troppo un paese per giovani, ma il ricordo e la gratitudine non se ne vanno.
la stima, la presenza. il fatto di aver creduto e aiutato un gruppo di ragazzi. di aver costruito dove altri hanno distrutto e continueranno a farlo. di aver cercato di creare ponti mal sopportati. il piacere di aver lavorato con te. buon viaggio aldo

la tristezza passerà, i semi gettati no: sapranno crescere.

Days With My Father

mi ha straziato dolcemente per la bellezza e la sincerità: Days with my Father

e anche per la condivisione di certi pensieri e immagini.

La foto #35 ferma il tempo. Tutti gli scatti sono eterni, ma questo in particolare.

the road

film di un pessimismo glaciale (ben abbinato a questo weekend perfetto per ottobre) e tagliente, duro. un pezzo di pietra. eppure bello, molto bello. Cormac Mccarthy in fondo non scrive favole per bambini: le sue storie sono stupendi pugni da knock out.

sono andato al tappeto anche sto giro.

dettagli #7

chi non ricorda più il bene che gli è toccato è vecchio nell’anima (tradizione cinese)

sabato pomeriggio

per viaggiare c’è un momento speciale, per me è il sabato pomeriggio. In giro per l’Europa ho respirato l’aria migliore in quel giorno, in quelle ore. frutto di tante coincidenze: il sabato è caduto sempre come ultimo giorno della partenza, attimo di relax dopo le tappe turistiche e sorso finale prima di tornare a casa. i momenti finali, di transizione restano come i più marcati nella memoria, sarà anche per questo.
A Barcellona ho toccato la magia del barrio gotico e di barceloneta, a Madrid una cerveza in scioltezza mescolato tra i madrileni, a Londra l’immersione in Camden Town, a Zurigo il piacere di una passeggiata in centro tra uno starbucks e un sushi. tanto per dirne alcuni.

buon lavoro

Osservandoti nella vita quotidiana con attento interesse, con l’intenzione di capire piuttosto che di giudicare, nell’accettazione completa di qualunque cosa possa emergere, per il solo fatto che è lì, tu dai modo a ciò che è profondo di venire in superficie e di arricchire la tua vita e la tua coscienza con le sue energie imprigionate.

Questo è il grande lavoro della consapevolezza: rimuove gli ostacoli e libera le energie tramite la comprensione della natura della vita e della mente. L’intelligenza è la porta della libertà e l’attenzione cosciente è la madre dell’intelligenza».

(Maharaj)

il penultimo bacio o bashert

(la villa del pranzo sembrava davvero quella de “L’ultimo bacio”)

matrimonio di un coetaneo, sono 30 anni ormai, e mi sento bene. è la sensazione appagante che la vita corre e scorre in modo interessante.
bene per gli sposi, bene per i dettagli, bene per l’atmosfera attorno.
per ricordare questo momento, dedico una foto istantanea: bashert, rubando un termine yiddish che non vedevo l’ora di utilizzare in qualche modo.

è un concetto affascinante, figlio di una cultura altrettanto affascinante: per definirlo, eccolo espresso con colore in questo post (complimenti all’autrice)