l’ultimo post è del 22 ottobre, latitanza un pò lunga dal blog.

in verità ho scritto molto in altri “luoghi” e la mia penna richiedeva un pò di riposo.
settimane intense, proprio come piacciono a me.

sono tornato ieri sera dallo IAB, un bella full immersion nella comunicazione web. molto formante e molto stimolante, sento il mio cervello che sta frullando qualcosa.

l’occasione è stata buona per vedere un pò Milano. non è seducente, non per me  almeno, ma gli amici che ho rivisto dopo molto tempo me l’hanno fatta apprezzare da diverse angolature. la nottata l’ho trascorsa nel pieno hinterland, al Tambourine, un locale assolutamente consigliato.  Dormito poco ma vissuto molto e, a conti fatti, questo conta.

uno scatto veloce rubato all’autunno:

.. e scopro che la mia macchina fotografica ha dei menù funzione mai visti in precedenza: diaframma, otturazione, … son belle cose viva la mia ignoranza dietro l’obiettivo

c’è un bel vento e i pensieri sono tornati a questa canzone.

ne avevo già parlato qui. son piacevoli costanti

ho ricordi ed emozioni collegate, ad ascoltarla viene sempre qualche brivido. gli anni passano, certe essenze invece no

“electrical storm” un pò mi appartiene

la ascolterò un altro pò di volte

fate partire il video e chiudete gli occhi. nyman accarezza il cuore

La mia tesi

Non bisogna perdere la capacità di stupirsi, perchè altrimenti il mondo e la nostra stessa vita diventerebbe un’abitudine.
J. Gaarder

[..] se ci fosse dato di vedere più oltre del nostro sapere e della nostra vita limitata e delle nostre
stesse facoltà di presentimento, “sopporteremmo le nostre tristezze con maggior fiducia delle
nostre gioie”. Le tristezze sono infatti momenti in cui qualcosa di nuovo è entrato in noi,
qualcosa di inaudito e sconosciuto (che può diventare) il nostro “destino”
A. G. Gargani

la mia tesi inizia così: per il resto la potete sfogliare liberamente qui sotto.
L’analisi è datata (2004) e Internet corre veloce ma alcuni elementi sono ancora interessanti.
Un’ultima cosa: il servizio che permette la pubblicazione è strepitoso (Calameo)

appunti dal weekend:

- l’incontro/presentazione di venerdì sera con Paola Schiavi e il suo libro (Solo un momento) è stato coinvolgente. il dibattito da parte del pubblico si è anche acceso (l’argomento lo merita) in modo intelligente e provocante. mi è piaciuto poi l’impostazione “giovane” della serata: tutti under 30 a moderare e a leggere brani scelti.

- mi son appassionato a Californication. ho iniziato a guardarlo per sbaglio e mi è piaciuto. vedere Fox Mulder che va a caccia di donne invece di alieni ha il suo perchè. le battute sono fantastiche e l’equilbrio tra irona, divertimento, buoni sentimenti tiene.

- sto aspettando heroes 3, i webisodes sono simpatici.

se ti accorgi che la settimana sfugge via un pò troppo velocemente vuol dire che le cose da seguire sono un pò troppe. oppure che devi organizzarti un pò meglio.

può succedere. basta rendersene conto. e non farci l’abitudine

il film è strepitoso (ne parlavo qui, il migliore del 2008 dopo the dark knight) e il libro non può essere da meno. l’ho preso in biblioteca, anche per scoprire per la prima volta Cormac McCarthy (chi è), un nome che avevo sentito ripetere con devozione da Baricco ai tempi di Totem (bellissimo progetto)

Non sono riuscito a finire il libro: è bello, scritto in uno stile unico ma il film aveva asciugato la mia fantasia.
è assurdo ma mi spiego. leggere una storia stimola la nostra mente a dare una forma visiva a personaggi, luoghi, situazioni.

Il film dei Coen così fedele, così perfetto è una trasposizione praticamente totale del romanzo.
Vista la pellicola, leggere la storia mi dà la sensazione di trovarmi davanti a qualcosa che conosco già interamente, pagina dopo pagina.

Ha azzerato il mio appetito verso la vicenda.

Non mi era mai capitato. Una trasposizione cinema/libro così simbiotica è più unica che rara.

Resta un fatto però: assaggiato McCarthy, gradito molto, ora leggerò i suoi altri romanzi.

emozionante.
molti brividi, molta adrenalina, il Jova catalizza lo spettacolo e l’energia del pubblico.
visivamente perfetto, l’enorme maxi schermo (più grande di quello dei muse, possibile?) ha raccontato le canzoni attraverso immagini sempre azzeccatissime.

ma soprattutto lui, il Jova. si arrampica ovunque, si lancia tra la folla, saluta, abbraccia, scherza, improvvisa, dialoga con la gente. immenso.

nulla da dire sul repertorio, le migliori (nuove e vecchie) non sono mancate. mi hanno toccato “a te” e “mi fido di te”. mi ha scatenato “l’ombelico del mondo”.

appena il from mi passa le sue bellissime foto ne pubblico un pò.

come assaggino un paio di video che ho trovato su youtube:

e dopo il concerto altre emozioni non sono mancate.
Ovviamente lunghissima coda per uscire prima dal parcheggio poi dal centro città.

semafori impazziti, con turni di precedenza sballati: nel nostro senso di marcia il verde non arrivava più. e sono iniziate le reazioni della gente in macchina: clacson, urla contro i vigili ma soprattutto la battuta definiva del From “chiamiamo Hancock?”