potare

sono felice di stasera. ho ricevuto belle notizie che renderanno il 2010 un anno ancor più interessante.

ritrovarsi con la compagnia di 10 anni fa ha il suo gusto. il tempo ci ha potato, selezionato, cullato e trattato male. eppure ritrovarci qui, ad un tavolo, ha il suo ritmo. un ritmo che suona diverso, molto, da allora. un ritmo che però piace e sa di vita vera.

zurich

belle sensazioni questa zurigo, e tanto tanto merito a chi mi ha ospitato (mettendo a serio rischio l’integrità di casa sua   )
weekend iniziato e concluso con immersioni via treno nella verde svizzera, che angoli pittoreschi e vagamente deliziosi.
mettevano voglia di non pensare a nulla se non al cielo e ai colori.

dunque zurigo. città aristocratica a suo modo ma divertente, pacifica e pure suggestiva in certi angoli. nota di merito, la variegata vita notturna. ce nè per tutti i gusti. italiani nn troppi, il che nn guasta, anzi. per il poco di mondo che ho visto, la descrivo come una via di mezzo tra berlino e munchen. fate voi.

e poi questo lago. ho la strana teoria che mi troverei divinamente in qualsiasi posto con un pò d’acqua intorno. ma per valutare bene questo aspetto di zurigo devo ripassare d’estate. ci tornerò, ja.

e poi i Live, Sarah Bettens, South Park (tanto, tanto, tanto), la fondue, jagermeister.

devo prepararmi per la crisi dei 30

.. e ammetto che la faccenda mi incuriosisce:  sta crisi deve arrivare no? un pò come l’influenza.

però confesso che mi sento molto meglio ora rispetto a quando avevo 20 anni.  decisamente

voi “vecchi” che mi dite della vostra crisi dei 30? siete sopravvissuti?

che bello l’Arcobaleno

poca gente: quanti sacrificherebbero un venerdì sera per un incontro dedicato all’integrazione culturale?

ma quante sensazioni. sapevamo che erano temi delicati e non facili, ma non mi aspettavo però 2 ore così intense di emozioni. le testimonianze hanno fatto trattenere il respiro alla sala. hanno fatto anche sorridere. pensare, tanto. riflettere sulle nostre certezze. guardavo i visi del pubblico e capivo.

è stato un inizio bello e intenso. solo l’inizio. se possibile il bello comincia adesso.

la cena tra 2 settimane, la musica, l’incontro con l’autrice, il gioco di ruolo. l’evento finale che sarà davvero speciale.

ieri sera ho avuto la conferma che l’Arcobaleno ha già colpito nel segno.

e condivido la mia immagine di integrazione.
maggio, londra, durante un breve tragitto in metropolitana.
una carrozza come tante. noi 4 italiani, un papà cinese con la sua bimba, una ragazza africana, una coppia indiana, due turisti tedeschi. tutti normalmente in 10 metri. niente di strano, gomito a gomito.

buon Arcobaleno

uh

settimana scombussolante, molto.
con sfumature interessanti

non smarrirti

riflessioni sull’orlo della crisi

in anticipo di un anno sul previsto (si sa, il bilancio deve cadere a 30 anni suonati ), 70 km di strada notturna in solitaria (perchè ero lì? questa è un’altra storia) mi sono preso il lusso di rivedere i miei primi 30 anni.

spietata e spregiudicata al punto giusto. son passate tante persone. eventi voluti e imprevisti. stati d’animo e polaroid mentali. le autostrade e le superstrade, così diritte e tranquille, hanno collaborato a questo viaggio parallelo.

a 30 anni si ha paura di aver perso tempo? forse. di non aver fatto nulla? anche.
io. quello che ho capito in fondo appartiene a me. non lo scriverò qui. non ora almeno.
ma non c’è crisi, anzi.

dentro di me ho sottolineato più volte una parola: leggerezza.
è il pensiero con cui, qualche giorno fa, ho scattato questa foto.

:

partenze balorde

le partenze intelligenti sappiamo tutti cosa sono no? bollino verde, giallo, rosso, nero: bon, si parte per le ferie.

e ci si ritrova incolonnati. si parte presto: colonna. si parte all’orario consigliato: colonna.

il mio antidoto? le partenze balorde.
parti quando ti va per partire, all’ora in cui gli altri sono già arrivati.

rischi di trovare la strada (tendenzialmente) libera e non te la prendi con nessuno: te lo sei cercato tu.

esempio.
una domenica al mare? in marcia alle 7? oh no, alle 10,30 – 11. così ti riprendi anche dalla nottata precedente

nel 90% dei casi ha funzionato.
gli altri 10%.. beh, nessuno è perfetto

last night dj google saved my eye

la lente a contatto si “perde” nel tuo occhio e non riesci a trovarla. hai il dubbio che forse sia scivolata inavvertitamente eppure hai la sensazione che sia ancora lì in giro. senti un vago fastidio.

passi la serata e non ti togli il dubbio di come risolvere la faccenda. controlli e ricontrolli, fai controllare, verifichi in ogni modo.

alla fine giochi l’ultima carta: Google. sfogli un paio di forum e di Yahoo! Answers, trovi informazioni vagamente catastrofiche. chiudi (non esattamente rincuorato) e provi altrove.

trovi un sito in cui viene spiegato un caso simile al tuo. spiegano alcuni movimenti da fare per “muovere” un’ipotetica lente scivolata sotto la palpebra. provi.
esegui una volta: nulla.

esegui una seconda: senti qualcosa che scende. è la lente. proprio lei.

storia di tre giorni fa: grazie Google, ti devo una lente