Mani da sporcare

Poster By Roland Tiangco

auguri Italia

c’è molto da dire ma preferisco pensare al molto da fare.
glissiamo su chi snobba questo anniversario e sfotte il tricolore.
sono fiero di vedere questo 150° passarmi davanti, anche se un popolo italiano non esiste ancora, e chissà se e quando.

abbiamo d’altronde i Comuni nel dna e il familismo amorale nell’aria che respiriamo. amiamo le faziosità e le capziosità.
amiamo scannarci come tifosi. ci smarriamo in piccolezze. ci uniamo davanti ad un Mondiale vinto (nel 1982 – dicono – più che 2006 ma poco cambia). ci perdiamo in tante altre cose. e un pò mi vergogno di fronte al turista nostrano in azione all’estero.

ma il senso di appartenenza è tanto e forte. facile per chi sputa sulle radici dove è nato. facile per il qualunquista rinnegare e saggiare l’ipocrisia. Però l’Italia è tanto altro, è tanta roba. O forse non lo è ma lo potrebbe diventare. E per oggi mi un condizionale mi basta.
auguri

detto orientale

“Cerca di uguagliare tuo padre nella virtù da lui dimostrata e non nella ricchezza accumulata”

nipotini, stiamo lavorando anche per voi

nomadi digitali

infuso alla mano, mi sto prendendo nella lettura di questo blog: il titolo – Never Ending Voyage – dice già tutto: una coppia che ha deciso di vendere tutto e di partire in un viaggio senza biglietto di ritorno. e sul blog racconta, condivide foto, mostra come fare e quanto costa, fino all’ultimo cent, pardon penny.

sono arrivato a NEY da un altro sito, che porta lo stesso titolo di questo post: nomadi digitali. fatevi una ricerca su google e vedete che ne esce.

alzi la mano (o il thumb) chi vorrebbe emularli.
ma ora alzi la mano chi lo farebbe. troppe incertezze vero? allora documentatevi sul downshifting.

è una scelta interessante, discutibilmente forse.

ne sono irrazionalmente affascinato.

Berlino

ehi Berlino, sono in debito con te. certo due anni per capirlo non sono pochi ma neppure troppi. tornerò a ringraziarti, as soon as possible

Nella provincia

La provincia,nell’accezione più quotidiana e quasi naïf del termine,esercita un fascino sottile sui miei pensieri.

Attraverso paesini nuovi e guardo sempre pieno di curiosità le case,la gente seduta fuori,le piazze e le chiese,i bar e le insegne.ne respiro l’aria e immagino,provo almeno,com’è viverc,come m sentirei ad esserc nato.

credo tutto sia iniziato nei viaggi di ritorno dal mare: io bambino triste di lasciarm alle spalle la spaggia e l’aria allegra delle vacanze.

Guardavo le campagne di ferrara e rovigo e giocavo d’empatia col mondo. Che stava facendo la gente e cosa pensava?come passava quella domenica d’estate?
Nn provavo a risponderm,lasciavo le domande in sospeso nella mia testa.

il vizio é rimasto

30s

Un bellissimo spreco di tempo ;-)

comunque vada

comunque vada saprai che ho vissuto.

ho camminato su strade strane eppure sincere,
raschiando il cuore alla ricerca della vita

ho cantato stonando ma ho urlato per l’emozione,
ti ho ascoltato silenziosa quella notte senza amore.

comunque vada saprai che ho vissuto.

ho respirato forte, più forte di ogni dolore,
ho lanciato in aria i sogni, senza pudori

ho creduto in ogni istante,
e da ogni istante ho creato una vita intera.

la mia vita.

comunque vada saprai che ho vissuto.