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Finite le consultazioni, ora che succede? Non riesco a fare previsioni. Posso dire quello che spero: niente elezioni subito. Perchè?
Se si vota a primavera vince il centrodestra, ma questo non è il peggiore dei problemi. Se si vota con questa legge elettorale tra sei mesi ci ricaschiamo: maggioranze che scricchiolano, scontri interni e tutto il repertorio già visto.

Per la Casa della Libertà è semplice ora schierarsi unita e compatta verso la vittoria ma non dimentichiamo che fino a un mese fa Fini e Casini avevano tagliato di netto i legami con Berlusconi e il buon Silvio si era inventato il partito del popolo per uscire dall’empasse. Quindi troppo ottimista pensare che, di nuovo al governo, tutti i vecchi e numerosi attriti non facciano ancora capolino. Utopico.

Spero realmente in una sana riforma elettorale. Non saremo mai un paese bipolare ma tentare è il minimo se vogliamo raddrizzare qualcosina. Altrimenti si continua con questa gara di sopravvivenza politica tra partitini mignon che minacciano, chiedono, ricattano. Clientelismo allo stato brado.

E nessuno riesce a governare: questo è il problema supremo.

un post dedicato ai politici

Vorrei una legge elettorale con una bella quota di sbarramento che ci eviti tutti sti partitini fabbricatori solo di veti incrociati.
Una legge che preveda anche sto premio di maggioranza: almeno che serva a qualcosa andare a votare. chi prende più voti governa, se lo fa male ne pagherà le conseguenze elettorali.

E fin qua penso di chiedere già tanto.
Quindi preferisco non proseguire.

Berlusconi e il partito del popolo

non lo voto, politicamente non mi piace ma come imprenditore, uomo di comunicazione e venditore di se stesso cè solo da imparare.
L’ ultima idea poi è da antologia del marketing.

Ma partiamo giustamente dall’inizio.

Berlusconi si è sempre mosso a partire da ricerche di mercato e sondaggi. Il principio è ineccepibile: diciamo le cose che il pubblico vuole sentire e il pubblico apprezzerà.
Nel 1994 il post Tangentopoli aveva lasciato macerie: Dc impresentabile anche dopo il cambio di nome, Psi spazzato via, Pci/Ds ancora da consolidare, Msi/An ancora da sdoganare, Lega in ascesa ma solo al Nord.

C’era un vuoto nel panorama politico: percentuali sostanziose di elettori non sapevano chi votare.
Parole chiave “Stop vecchi partiti”, “valori”, “ripartiamo dopo Tangentopoli”.
Ecco la discesa in campo di Berlusconi. Forza Italia non è un partito: è un insieme di club. Una squadra senza burocrazia ma aggregata dal carisma del suo leader. Si sgancia dai partiti vecchio stampo come struttura e modus operandi. FI va a collegarsi alla Lega (con cui condivide uno spirito che oggi chiameremmo di “antipolitica”) e con l’An post Fiuggi che vuole diventare un moderno partito di destra. Nasce il nucleo della Casa delle Libertà.
Gli slogan utilizzano ampiamente le parole chiave che ho citato prima. Berlusconi sembra un pò il salvatore della patria e nel 1994 l’ Italia conosce la prima campagna elettorale moderna, studiata e pianificata al dettaglio. La sinistra non se ne rende conto e non ha gli strumenti per reagire.

Vittoria assicurata per Fi

Facciamo un bel salto in avanti. 2007
Grillo ha portato il seme dell’antipolitica, l’ opinione pubblica (definizione che lascia il tempo che trova) è stanca della casta (altra parola chiave da sottolineare), la Casa delle Libertà è a pezzi. La sinistra invece ha creato il Partito Democratico: un concetto nuovo (finalmente) per l’Italia con un leader che capisce il peso della comunicazione in chiave politica.  E aggiungiamo che con un governo fragile il rischio urne è sempre dietro l’angolo.
Forza Italia rischia di arrivare impreparata al voto: senza An nè Udc e con una Lega meno ruggente, vincere non sembra così semplice.

Che si fa? Ecco il partito del popolo.
Prima la raccolta di firme in piazza per dare la spallata a Prodi: è il battesimo della gente, il V FI Day che segna il passaggio.
Poi chiude Forza Italia e nasce il partito del popolo. Un colpo di scena ad effetto, spiazzante. Quali sono le parole chiavi ora? popolo, basta partiti, no casta, contatto con la gente.
Forse è la seconda discesa in campo di Berlusconi. Si perchè ora riconosce il PD come interlocutore e arriva a prospettare una Grosse Koalition in Italia.

Ancora una volta, ricerche di mercato alla mano, è stato fiutato il trend della gente e le decisioni sono state prese di conseguenza. La creazione a freddo del consenso.
Cinicamente e realisticamente un capolavoro, eticamente meno ammissibile.

Però ammetto che mi piace il nuovo scenario che si avvicina: PD (logo a parte, acc qualcosina di meglio..) e Partito del Popolo (ora una sorpresa a scatola chiusa e cè da aspettarsi di tutto..).
Come già ho scritto, il bipolarismo non è nel Dna italiano ma tentar non nuoce

il prossimo post sarà su berlusconi

che simpatiche figure :-( Continue reading…

anche se un paio non li capisco proprio. ma credo ci sarà modo di lavorare e organizzare qualcosa di interessante.

ovviamente, clickpark è dietro l’angolo



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