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casaleone 2

.. una speranza: 5 liste x 10 candidati=50 persone interessate al proprio paese.

una quarantina non avrà cariche dirette: resteranno vero?
Non scompariranno?
Ci sono un sacco di giovani: lavoreranno comunque per Casaleone?
Ditemi di si please.
Altrimenti a che serve candidarsi?

casaleone, cerea, italia

amministrative dietro l’angolo: 5 liste a Casaleone (1 ogni 1.000 abitanti circa) e 5 liste a Cerea (se non ne sto dimenticando qualcuna, il rapporto qui sale a 1 ogni 3000). Mi fermo ai paesi che vivo ogni giorno ma non credo siano un’eccezione, anzi.

Una diaspora di aggregati politici figlia e specchio del contesto nazionale, di un bipolarismo tagliuzzato e più ipotetico (sic) che reale.
La preoccupazione è una: vittorie di scarto minimo, tanti campaniletti all’opposizione, una sostanziale ingestibilità e le solite baruffe.

Non ci si smuove. Mi capirete se dico che la mia fiducia nel cambiamento risiede più nella società civile (associazioni, volontariato) che non nella politica.
Ma non sono un qualunquista, attenzione: a Casaleone e non solo vedo liste interessanti e degne di attenzione e voto. Quelle che ragionano meno da politicanti e più da costruttori di ponti e idee.

Perchè votare è un diritto e (soprattutto, post it) un dovere: quindi blame e disprezzo per chi si nasconde dietro il non voto.
“Chi si rifiuta di progettare accetta di essere progettato” Argan rulez

 

casaleone, italia

la manovra Monti

Batman: Tu mi darai la caccia, mi condannerai, mi sguinzaglierai dietro i cani, perché è quello che deve succedere. Perché a volte la verità non basta. A volte la gente merita di più. A volte la gente ha bisogno che la propria fiducia venga ricompensata.
[..]
Gordon: Perché Batman è l’eroe che Gotham merita, ma non quello di cui ha bisogno adesso. E quindi gli daremo la caccia. Perché lui può sopportarlo. Perché lui non è un eroe, è un guardiano silenzioso che vigila su Gotham, un Cavaliere Oscuro.

 

 

paghiamo e pagheremo e giustamente ci lamenteremo (siam pur sempre italiani) e ci lamenteremo e ci lamenteremo ancora.
ma forse è tempo di guardare oltre il nostro naso.
sapete cos’è il familismo amorale? ci ha quasi ucciso.

non so saremo migliori o peggiori di certe generazioni passate che hanno scaricato su di noi i debiti e i problemi, rinviandoli serenamente ad un futuro in cui loro non ci sarebbero più stati.
mi chiedono cosa passasse in testa a quei politici che hanno inventato (per dirne solo una) le baby pensioni.
o forse lo immagino bene e questo mi fa incazzare anche di più.

per tante ragioni ora siamo la generazione che passa dalla cassa a sistemare i conti. più per obbligo che per scelta.
Un politico non avrebbe mai osato tanto, un tecnico si.

e mi ha fatto bene vedere un consiglio di ministri lavorare di domenica e un ministro parlare in lacrime.
è questa l’Italia per cui pago.

Un governo semplice

A Platone solleticava l’idea di un governo dei filosofi (e sarebbe stuzzicante) ma in Italia ora ci basta un governo di persone competenti.

Ci basta e avanza direi: non so voi ma la sensazione di avere ministri che sappiano davvero di cosa stanno parlando e legiferando, ecco è una bella sensazione.

I miracoli non li aspetto, demandiamoli a chi di dovere ma un governo così è qualcosa di nuovo, da provare.
La mia speranza si è realizzata :-)

grazie presidente

largo ai giovani ma grazie di cuore ad un presidente della repubblica di 86 anni che tiene in equilibrio la zattera Italia nel momento più confuso. per fortuna.

sono segnali forti e di speranza. mai visto la politica lavorare di week end e risolvere una crisi di governo in così poche ore.
si c’è speranza: anche se si tratterà di pagare nuove tasse (quell’Ici soppressa tanto per guadagnare voti) ma quando ci sono un obiettivo e una strategia allora pagare ha un senso.

ps: scene irruenti (de panza e di claque) quelle di ieri sera e di oggi per le dimissioni di berlusconi, un pò troppo goliardiche, quasi passionali. ce ne ricorderemo tutti.
quel che è certo: qlcs di forte è cambiato. non lo capiremo subito ma un giorno ci sarà chiaro. per quel che mi riguarda sarò felice quando Monti sarà all’opera. Silvio non l’ho mai votato e di sicuro non mi mancherà.

il segreto per vincere le elezioni. tutte le elezioni

lo penso da tempo e mi rincuora lo dica anche un premio Nobel

Dario Fo: “Opposizione rinunci a tutti i priviliegi” – “L’opposizione dovrebbe rinunciare a tutti i privilegi. Tutti insieme dovrebbero rifiutare la paga e prendere quanto un assessore di un comune di provincia”. Lo dice Dario Fo in un’intervista a Left domani in edicola di nuovo insieme a l’Unità, in cui suggerisce alla sinistra un gesto eclatante. “Dovrebbero dire: noi da questo momento non accettiamo più questi soldi. Sarebbe un colpo straordinario”

Chi ha il coraggio di farlo avrà la vittoria tout court. Troppo semplice?

la butto lì

perchè non fare un bel governo tecnico di gente che sa di cosa sta parlando?

e non mi riferisco solo alla strepitosa Gelmini sul tunnel dei neutrini: quello è avanspettacolo.

penso a tutto il resto. se non abbiamo dei politici competenti e/o coraggiosi inutile perdere tempo.
diamo la palla ai tecnici

Su Wikipedia trovo:

  • Il governo Amato I, che si occupò di una crisi monetaria internazionale;
  • Il governo Ciampi, che varò la riforma elettorale introducendo il sistema maggioritario;
  • Il governo Dini, che varò la rifoma pensionistica che porta il suo nome.
  • Il governo Amato II, che portò il paese alle elezioni durante la XIII Legislatura.

Risultati buoni o cattivi? a ciascuno il suo parere.
Ma almeno hanno fatto: sbagliare si può ma non fare è il peggior errore.

 

i discorsi a reti unificate

.. per quel pò di senso civico e nazionale che dovremmo avere, il discorso del presidente della Repubblica meriterebbe  più attenzione e passione.
ma poi lo vediamo perdersi tra antipasti, cucine, brindisi, trenini e auguri: e nessuno ci pensa più.

e nessuno se lo fila. vent’anni fa mi sembrava un momento fondamentale, da guardare con attenzione: il messaggio a reti unificate, la cerimoniosità dell’avvenimento. dieci anni fa lo guardavo già in modo svogliato, ed è stato un crescendo di disattenzione.

ma ora, da vecchio :-) , ammetto che andrebbe ripreso, gustato, apprezzato.
oggi ho trovato questo articolo sul Sole 24 Ore

inutile aggiungere che il fascino di un discorso sta molto nella potenza e nel carisma dell’oratore: uno come Pertini da solo vale almeno una decina di Scalfaro ça va sans dire

eppure (dis)sentire

comincio dalla fine: il divide et impera che sta facendo felice Berlusconi e gran male al concetto astratto di “lealtà”.
(non è un paese per gentlemen si dirà)
ovvero gli ex An che lasciano Fini per la sua strada e giurano fedeltà al Pdl. ed è la nota più amara di tutte da un punto di vista umano.

da un punto di vista politico, trovo fisiologico un normale scambio di vedute all’interno di un partito: aiuta.
con moderazione per forza, e citiamo subito 2 esempi negativi dove troppo scambio nuoce e gravemente: il Pd, una gabbia di solisti, e la vecchia Dc, un zoo di correnti e correntine.

ok, a tutto c’è una misura.

il Pdl è a zero democrazia interna ma nasce nell’alone carismatico del leader e non può essere altrimenti.
il carisma unisce o divide, non c’è via intermedia.

Fini avrà fatto i suoi conti politici, giusti o sbagliati. ha fatto la voce grossa. e viene fatto passare per il traditore.
non ci siamo.
il Pdl non sopravviverà a Berlusconi e la Lega è in scia: rimane l’unica forza politica credibile. e mi duole ammetterlo.

(non è un paese per equilibri politici,  che si dica)



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