comincio dalla fine: il divide et impera che sta facendo felice Berlusconi e gran male al concetto astratto di “lealtà”.
(non è un paese per gentlemen si dirà)
ovvero gli ex An che lasciano Fini per la sua strada e giurano fedeltà al Pdl. ed è la nota più amara di tutte da un punto di vista umano.
da un punto di vista politico, trovo fisiologico un normale scambio di vedute all’interno di un partito: aiuta.
con moderazione per forza, e citiamo subito 2 esempi negativi dove troppo scambio nuoce e gravemente: il Pd, una gabbia di solisti, e la vecchia Dc, un zoo di correnti e correntine.
ok, a tutto c’è una misura.
il Pdl è a zero democrazia interna ma nasce nell’alone carismatico del leader e non può essere altrimenti.
il carisma unisce o divide, non c’è via intermedia.
Fini avrà fatto i suoi conti politici, giusti o sbagliati. ha fatto la voce grossa. e viene fatto passare per il traditore.
non ci siamo.
il Pdl non sopravviverà a Berlusconi e la Lega è in scia: rimane l’unica forza politica credibile. e mi duole ammetterlo.
(non è un paese per equilibri politici, che si dica)