bloggo con lentezza in questo inizio 2010. se vi manco un pò vi invito formalmente su twitter
Living indeed
bloggo con lentezza in questo inizio 2010. se vi manco un pò vi invito formalmente su twitter
prima dell’estate lo voglio finire: prendiamolo come un impegno barra promessa.
avevo già postato l’intro qualche mese fa, almeno credo. intanto vi condivido le prime pagine.
c’è già un titolo anche, ma per quello c’è tempo.
Ora che stai leggendo queste righe sai già com è andata a finire.
Ti invidio sai? Io son qui e devo ancora decidere. E tu conosci l’esito di quella che sarà la mia scelta.
Non ti ho raccontato tutto di quelle 37 ore.
Molto si ma non tutto.
Certi incontri li ho tenuti per me, altri sono stati puramente casuali.
Il caso, il caso.. ha mosso tante cose il caso.
Non dico solo in quelle 37 ore ma anche nei 30 anni prima.
*30 anni e 37 ore di pura caso, a parte quella mia decisione..
*È che io, tu, loro, noi insomma eravamo alla finestra e guardavamo da un’altra parte mentre lui passava, costruiva e progettava.
Mi hai detto tante cose Oracolo, io non le condivido tutte ma ti assicuro che ci ho riflettuto ampiamente.
In parte ti odio ma per il più ti voglio bene. Accidenti, sono riuscito a dirlo..
Ah, sto scrivendo su un foglio stropicciato: l’ha lasciato cadere un bambino che giocava sulla panchina. Mi ha sorriso, ci ha provato almeno, e poi ha aperto la mano: il foglio è planato per terra.
Forse me lo voleva dare.
Penso.
Io l’ho guardato mentre una donna strattonava via il piccolo.
Poi mi sono alzato, l’ho preso e ho iniziato a scriverti.
Scriverò anche lei? Credo di si. Ma non è semplice, proprio no. L’ho incontrata, già ma tu non lo sai.
Stai sorridendo vero? ti immagino. E sorrido pure io.
Oracolo ti voglio bene e in un modo o nell’altro mi farò vivo.
Dammi solo il tempo di trovarmi.
My
“My ha il casino del sangue” e due occhiate alla sua stanza bastavano per spiegare il concetto.
Il letto serviva anche da libreria e da armadio, l’armadio (parzialmente montato) serviva da dispensa e magazzino, il resto serviva per avere almeno uno spazio per camminare.
Di fronte a tanta confusione, lui per primo si stupiva di quello che aveva progettato. Forse aveva tirato fuori la sua anima razionale e organizzatrice, ben chiusa sottochiave in qualche angolo del suo cervello.
Erano mesi che ci ragionava, in modo prima casuale e poi sempre più convinto.
Ricordava abbastanza bene l’inizio di tutto ma nn sapeva proprio immaginare come sarebbe andata a finire.
Di certo lo aspettavano due giorni molto intensi.
Pianificati da tempo, tra molti ripensamenti e diverse idee, quella data era arrivata, prendendolo anche un po’ alla sprovvista.
La scelta in sé non gli faceva paura, no anzi: era qualcosa che aspettava da tanto, tanto tempo.
Il resto però si, lo inquietava sottilmente, avrebbe voluto disfarsene in un istante ma non era possibile, non era così che poteva andare.
Lui voleva chiudere il cerchio e poi riaprirne un altro, chiudere e poi aprire. E mentre pensava disegnava cerchi concentrici sulla sua moleskine.
Chiudere e aprire, o forse aggiungere ancora piu caos.
sarà ma tanto nn c’era nulla da perdere.
Dunque i fogli.. i fogli erano.. sul tavolo no, dentro il portatile no, dentro il forno.. no decisamente no..
ovviamente erano sotto il letto, li aveva letti un attimo prima di crollare addormentato.
In quei fogli di carta aveva raccolto e sintetizzato, in un certo senso, la sua vita fino a quel momento. L’agendina, una Moleskine rossa, l’aveva acquistata una settimana prima, in una libreria carina ma proprio nascosta. una via introvabile. e per fortuna esistono ancora librerie a misura d’uomo.
Dunque, sette giorni fa.
Con pazienza, aveva annotato le cose che lo stavano aspettando.
Aveva fissato quelle parole, strappato fogli, messo nel cassetto l’agendina e le idee.
aveva riempito, anzi fatto tracimare, il cestino della carta con tutti i suoi fogli appallotolati in un mix di nevrosi e ansia.
Era un chiodo fisso e non ne voleva sapere di andarsene.
Dai.. dai.. dai..
La decisione poi era arrivata. definitiva.
Così 5 giorni prima, alle 3 di notte, lo schema era pronto. Si sentiva un pò il fratello furbo di Prison Break: aveva la mappa.
Alcuni appuntamenti sembravano non volerci entrare, c’era voluta tutta la pazienza che non aveva per incastrare, convincere, trovare un equilbrio.
6 persone e mezzo ora lo aspettavano. Loro riassumevano alle perfezione i suoi primi 30 anni di vita, le cose migliori e peggiori che aveva conosciuto. Qualcuna mancava ma non poteva farci nulla.
6 nomi (e mezzo) segnati in nero sulle sue pagine e accanto loro alcune domande che teneva, dentro di sé, da chissà quanto. Le risposte esistevano da qualche parte? Chi poteva saperlo. Forse.
Non ci sperava.
Doveva farlo e basta.
Voleva farlo.
“Tutto doveva iniziare”. wow, che pensiero solenne per cominciare.
auguri di un Natale imprevisto e imprevedibile. la polpa buona è nelle cose che avevi programmato.
e c’entra poco ma gira vorticosamente nella mia testa in questi giorni:
che ci aspetta nel 2010? qui provano a dare qualche risposta.
oggi Thanksgiving Day, domani Black Friday: e io ho gli occhi puntati sull’Apple Store.
Sul Black Friday un’interessante analisi qui.
comunque vada saprai che ho vissuto.
ho camminato su strade strane eppure sincere,
raschiando il cuore alla ricerca della vita
ho cantato stonando ma ho urlato per l’emozione,
ti ho ascoltato silenziosa quella notte senza amore.
comunque vada saprai che ho vissuto.
ho respirato forte, più forte di ogni dolore,
ho lanciato in aria i sogni, senza pudori
ho creduto in ogni istante,
e da ogni istante ho creato una vita intera.
la mia vita.
comunque vada saprai che ho vissuto.
nel caso ve lo siate perso: cliccate qui.
ho ammirazione infinita per quest’uomo
mi rendo conto di pensare troppo a Berlino in sto periodo.
.. sono tornato prima del previsto, spinto da Facebook e da uno “stato”:
e poi non venitemi a dire che a Casaleone non si fa mai niente! è la gente che non si sveglia…
già già.
“sindrome da piccolo paese”:
vivo in un paese della minchia e quindi, per forza, non succederà mai nulla.
nulla di rilevante.
sempre e comunque. tutto ciò che vi viene organizzato è banale, poco importante, inutile dai..
è una regola. una certezza
cosa può succedere a Casaleone di interessante?
(potete sostituire “Casaleone” col nome del vostro paese nativo)
alibi affascinante.
continuate pure a lamentarvi.
siete voi che fate piccolo il vostro paesello. non viceversa