c’è del buono e del marcio ma i talenti sono ovunque.
Le Luci Della Centrale Elettrica sono una delle migliori novità: non amerete l’album al primo ascolto, non è necessario, concentratevi intanto sulle parole e le immagini.
Oppure iniziate da qua.
Living indeed
c’è del buono e del marcio ma i talenti sono ovunque.
Le Luci Della Centrale Elettrica sono una delle migliori novità: non amerete l’album al primo ascolto, non è necessario, concentratevi intanto sulle parole e le immagini.
Oppure iniziate da qua.
come raccontare un libro leggero e prezioso come questo?
sono arrivato a lui grazie alle foto di Emmeti, la mia conoscenza di Calvino si fermava scolasticamente alla trilogia degli antenati e poco altro.
con le città invisibili si entra in punta di piedi in un universo nuovo, arioso, fatto di scoperte semplici e immense. è bello come un sogno in dormiveglia.
se riuscite ad ascoltarla senza mettervi poi a canticchiare..
ho due post in testa ma ora voglio ascoltare questo pezzo strepitoso. quando una voce del genere si mette a fare ballate =
non ne parlerò mai abbastanza, non saprò mai spiegare quello che mi esprime.
la struttura perfetta, andate e ritorni (pardon, non mastico molto il lessico tecnico musicale, parlerò per immagini), fughe verso l’alto e pause necessarie. il ritmo che cresce e cresce e cresce: “Divenire” è il termine più perfetto per spiegare questi 3 minuti e 58 di emozione.
ho trovato un video tratto dal concerto di Palazzo Te del 2007, una serata da incanto.
è da vedere, ma vi consiglio soprattutto il finale, dal settimo minuto in poi.
la veemenza degli archi mi era rimasta impressa già allora.
il primo ascolto è stato indolore ma aspetto comunque con curiosità l’album.
e spero di poterli vedere dal vivo già quest’anno: nella mia top ten dei live da vedere, al primo posto ci sono loro.
Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.
(Hikmet)
Come promesso, alcune foto dal concerto del Jova in Arena: gli scatti sono gentilmente offerti dal From Details »
+ ragazza carina, conturbante ma non troppo
+ ritornello tremendamente pop: si attacca al timpano e non si stacca più
+ testo soft-pruriginoso: lesbo chic patinato (i dj in radio sparano battutacce tragiche su questo pezzo, l’ultimo che ho sentito “questa qui è diventata famosa raccontando che limona la sua amica ah ah ah”)
+ atmosfera maliziosa ma senza inquietare la moralità standard
=
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro. Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre tu devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Sopratutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
giù tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.