sarà un post pieno di citazioni. ogni tanto ci vuole
retwitto calvino e leopardi, e anche un pò alexandros:
La rapidità e la concisione dello stile piace perché presenta all’anima una folla d’idee simultanee così rapidamente succedentesi, che paiono simultanee, e fanno ondeggiare l’anima in una tale abbondanza di pensieri, o d’immagini e sensazioni spirituali, ch’ella o non è capace di abbracciarle tutte, e pienamente ciascuna, o non ha tempo di restare in ozio, e priva di sensazioni
La rapidità dello stile e del pensiero vuol dire soprattutto agilità, mobilità, disinvoltura;
bucefalo, tu sarai la velocità che cerco
c’è bisogno di velocità. mentale e nell’agire. quando è arrivato il momento di agire si va, senza esitazioni.
ultimo quote da coelho:
Un guerriero della luce non rimanda le sue decisioni. Egli riflette a lungo prima di agire. Considera il proprio addestramento, la propria responsabilità e il proprio dovere di maestro. Cerca di mantenere la serenità e analizza ogni mossa come se fosse la più importante. Tuttavia, nel momento in cui prende una decisione, il guerriero agisce: non ha più alcun dubbio su ciò che ha scelto‚ non cambia rotta se le circostanze sono diverse da come le immaginava. Se la decisione è giusta, vincerà il combattimento, anche se dovesse durare più del previsto. Se è sbagliata, sarà sconfitto e dovrà ricominciare tutto da capo, con più saggezza. Ma un guerriero della luce, quando comincia, va fino alla fine
oggi adotto questa canzone, è perfetta per scivolare, dolcemente.
da un 2009 che ho amato anche nei giorni meno piacevoli.
a un 2010 che suona bene, musicale, rotondo.
stacco il biglietto dei 30 anni nel 2010, forse dovrei sentirmi vecchio. sinceramente mi sento solo elettrizzato.
Il fascino del Filarmonico di Verona non mi ha lasciato indifferente, neppure la varietà del pubblico: giovani e meno giovani, alternativi e fighetti, famiglie, vip e normal people.
Il viaggio è iniziato sulle prime note di Lady Labyrinth, tutti a trattenere il fiato.
Spettacolo ricco di atmosfere e luci. Nightboook ha un fascino speciale, non semplice, quasi sofisticato.
il titolo lo esprime: è un album notturno, onirico in certi versi.
live è stato reso al massimo. pianoforte accompagnato da una formazione di archi e Lippok (che definire dj è un pò errato).
preferisco il piano di Einaudi, accompagnato solo da un filo di elettronica. l’amplesso mani/tastiera è solenne. eppure l’innesto di suoni “anomali” e sperimentali risulta sorprendente.
la sua empatia di compositore non lascia scampo.
cento minuti circa, con molti applausi . e una versione di divenire minimal ed emozionante. ci speravo: mi mancava.
questa mia sterminata passione per ludovico einuadi e questa mia infinita gratitudine per la sua musica che rilassa un cervello in fibrillazione e in iperattività.