sto un pò trascurando il blog: intanto leggetemi su twitter e su friendfeed
torno subito
Living indeed
sto un pò trascurando il blog: intanto leggetemi su twitter e su friendfeed
torno subito
se l’ho scoperto è stato grazie all’eleganza del riccio. e se ho letto l’eleganza del riccio è stato merito di Monaco e del ritorno in treno.
(eh quanti libri letti in treno: uno dei pochi motivi, oltre alle chiacchierate con gli amici, per prendere la linea cerea-padova)
il go dicevamo, affascinante. difficile da spiegare. ho provato a giocarci online, ma senza emozione: dove posso provare dal vivo?
due cose veloci e insensate da facebook:
- gossip girl a legnago (strano nn ci avesse ancora pensato nessuno). gli azzi altrui sono sempre golosità irrinunciabili
- vota il fox: votalo semplicemente. per cosa lo capiremo, forse, prima o poi. forse
http://www.sentieriarcobaleno.it/
buon viaggio a tutti!
lo stiamo un pò diventando, che ne pensate?
ci passiamo un sacco di tempo a girare a vuoto, ma questo è il meno.
lo giriamo in lungo e in largo a “spiare” info, riferimenti, fatti e fattacci altrui: ma siamo tutti gossip girl (XOXO) e voyeur in fondo. e tanto lo facciamo anche nella vita reale.
l’aspetto più latente e insipido è oltre. con facebook dimentichiamo come si fa a comunicare. a parlare, a dire le cose faccia a faccia, a condividere un’idea. scriviamo uno “stato” perchè il mondo sappia cosa ci passa per la testa. o per lanciare una frecciatina. anche per dire cose bellissime, per carità.
ma un sito non può diventare il pilastro delle nostre relazioni sociali.
facebook è ammaliante e inutile insieme. continuerò a usarlo, sono tossico ormai pure io
ma il mondo reale è oltre.
è polarizzante: o lo ami o lo odi. cioè se ci sei iscritto ti elimini, ti “suicidi”
ps: second life. pronosticavano l’avvento della realtà virtuale, fu un sonoro tonfo nell’acqua. ce la sta facendo, in modo del tutto imprevedibile e imprevisto, proprio FB.
la notizia parte da qui: una persona che non può dimenticare. lo trovo molto affascinante e altrettanto opprimente, ricordare è bellissimo e insopportabile insieme.
è una zavorra dorata.
la vicenda mi ha ricordato un bellissimo racconto di Borges, Funes o della memoria (qui la versione integrale)
la lente a contatto si “perde” nel tuo occhio e non riesci a trovarla. hai il dubbio che forse sia scivolata inavvertitamente eppure hai la sensazione che sia ancora lì in giro. senti un vago fastidio.
passi la serata e non ti togli il dubbio di come risolvere la faccenda. controlli e ricontrolli, fai controllare, verifichi in ogni modo.
alla fine giochi l’ultima carta: Google. sfogli un paio di forum e di Yahoo! Answers, trovi informazioni vagamente catastrofiche. chiudi (non esattamente rincuorato) e provi altrove.
trovi un sito in cui viene spiegato un caso simile al tuo. spiegano alcuni movimenti da fare per “muovere” un’ipotetica lente scivolata sotto la palpebra. provi.
esegui una volta: nulla.
esegui una seconda: senti qualcosa che scende. è la lente. proprio lei.
storia di tre giorni fa: grazie Google, ti devo una lente
due buoni motivi per andarci alla prossima edizione: è a Barcellona, si parla di comunicazione non convenzionale. non posso chiedere di meglio, se non un buon mojito
ragioniamoci: in che altre città europea si potrebbe parlare di questo argomento? Berlino probabilmente, e certo Londra. magari Amsterdam. ma Barcellona.. ok dai, sono un pò troppo di parte
leggetevi una cronaca dell’evento: click qui
25 anni gloriosi nel dare un colore diverso ai computer e all’elettronica di tutti i giorni,
25 anni iniziati con uno spot che ha fatto epoca