Come Dio comanda

è un bel pugno allo stomaco, di quelli che tolgono il fiato per un pò.
ottimo, interpretato alla grande da “sconosciuti” se togli Elio Germano (bravo e pazzo) e De Luigi (in questo ruolo però non m’ha entusiasmato).

si sente forte la mano di Ammaniti nella storia e nei suoi esiti come si riconosce chiaramente l’occhio di Salvatores nelle riprese e nelle atmosfere.

un cenno alle ambientazioni: la storia si aggira in un Nordest inquieto, in un Friuli che sembra lunare e spietato.

fortuna che è uscito a Natale: di italiano non esistono solo i cinepanettoni.

che nella versione originale suona: Before the Devil Knows You’re Dead

nella mia mente è nella categoria “caduta agli inferi”, ovvero i film che sprofondano nel lato più oscuro dell’anima. una categoria affascinante se le pellicole sono all’altezza del compito.

qui alla regia c’è Lumet, e il mestiere lo sa fare.
davanti Seymour Hoffman e la sua faccia da mediocre mostro senza cuore (.. la banalità del male), la stupida e disperata ingenuità di Hawk, il fascino della Tomei (attrice da film B ma che trovo da sempre molto brava)

la storia “crolla” come una spirale sempre più in basso, sempre più marcio.
ma la trama è interessante e ben scritta, raccontata nei dettagli e senza retorica sbavata.

insomma, non è un film allegro ma lo consiglio.

che dire, mi ha fulminato? non molto, ma è una gran bella commedia in salsa Allen.

ci sono Scarlett Johansson e Penelope Cruz: e il pubblico maschile ringrazia.
c’è Javier Bardem, e pure le signore gradiscono.

Deus ex machina, Barcellona, e non aggiungo altro.

la trama gioca ironica su amori e triangoli non semplici, e tra una risatina e l’altra ci scappa anche qualche goccia di analisi esistenziale. senza prendersi troppo sul serio, ovviamente.

stordente il motivo iniziale, un’allegra canzoncina che si sentiva fischiettare anche nei bagni dell’uci

vi dò alcune ragioni per vedere questo strepitoso film

- il joker di heath ledger è perfetto. è ossessionante, inquieta, è malvagio senza freni. una recitazione difficile da spiegare, va vista. uno dei migliori cattivi visti al cinema. un premio oscar è il minimo.

- la storia che per più di 2 ore e mezza non ha pause, non annoia e non ha cali: l’attenzione è ferma sullo schermo.

- le battute: taglienti, scritte alla perfezione.

- la morale/non morale che attraversa l’intero film, ben riassunta nel “dark knight” del titolo.

una pecca

- il doppiaggio, quello di bruce wayne/batman su tutti: il cambio di voce mi lascia un pò perplesso, mah

quindi:

- andate a vederlo al cinema

- christopher nolan entra definitivamente nel club dei miei registi preferiti

- aspetto l’uscita del dvd

yeah, film finito. ce l’abbiamo fatta, meritatamente, dopo inconvenienti di tanti, tanti tipi. lo spostamento di set, gli attori che cambiavano idea ogni altro giorno, i ritiri. con alcuni personaggi mi regolerò faccia a faccia.
non sarà un lungometraggio e non sarà neppure com’era nelle previsioni, assicuro però un risultato coi controfiocchi. riprese divertenti con momenti assurdi, è stata un’esperienza da ricordare.

con qualke analisi da fare.
realizzare lungometraggi senza attori convinti e affidabili è qualcosa di epicamente difficile.
e qui in zona ne abbiam trovati pochi.  più diffusi gli “”artisti”" che parlano e parlano e poi si ritirano per ragioni misteriose alla mente umana. o “artisti” troppo talentuosi per quello che gli proponi.

dopo il montaggio del film, qualke aneddoto lo racconteremo di sicuro

silverbrain ha già qualche altro copione (figo) in lavorazione ma per l’immediato futuro si torna ai cortometraggi.

se amate i film e i cortometraggi (come me) e lottate da sempre contro le difficoltà del budget a zero euro (come me e il manu) questo sito non vi cambierà la vita (proprio no) ma vi darà una piccola speranza: WreckAMovie.

spero abbiate già visto il film “zippato” nel video qui sopra. allucinante, un capolavoro.
è morto Clarke: aveva scritto il libro da cui Kubrick si era ispirato per la pellicola.
un gran bel libro di fantascienza, due talenti difficili da classificare.

va detto: realizzare un film a zero budget nella Bassa è un’esperienza intensa. ci vuole molta convinzione, e quando dico molta significa davvero tanta.
è un anno che ci lavoriamo, abbiamo perso per strada un paio di compari di lavoro (per vari motivi, soprattutto personali-esistenziali) ma alla fine siamo arrivati al casting e al primo ciak. 22 febbraio 2008. una notevole soddisfazione.

dal secondo ciak abbiamo dovuto affrontare il problema del cambio di location. col senno di poi, ci sarebbe servito un bar/pub/locale che ci affidasse le chiavi nel giorno di chiusura. per lavorare tranquilli e non intralciare nè farsi intralciare. è stata un’esperienza interessante per il futuro.
magari qualcuno non lo sa ma il film è ambientato in un locale

abbiamo risolto anche sto inghippo: un amico ci ha offerto ospitalità. altro tempo investito per sistemare calendario, location, script. adesso ci siamo quasi, manca abbastanza poco per riprendere. con aprile i nuovi ciak.

ultima nota per gli attori: un capitolo che merita un libro intero. Di gente strana ne abbiamo visto molta: gli attori “professionisti” che non vogliono abbassarsi, gli indecisi che si ritirano ad una settimana dal ciak, quelli che ci pensano e ci ripensano e ci pensano di nuovo, ma soprattutto quelli che dal primo momento si sono proposti con entusiasmo.

Bella esperienza, ve la consiglio.

Non aspettatevi un pacco letterario perchè Espiazione non lo è. Il ritmo è blando ma la storia si snoda con interesse fino al colpo di scena finale. Non ho letto il libro, credo però che la resa al cinema sia efficace. qualcosa sulla trama: anni trenta in attesa della guerra, la fantasia di una bambina galoppa troppo e accusa di crimini un ragazzo innocente. L’errore condizionerà la vita di molti. La fotografia è strepitosa e anche il resto si apprezza volentieri.

Parlo da grande fan di Ferzan Ozpetek: La finestra di fronte è una perla, Cuore Sacro così lirico, Le fate ignoranti malinconico. Saturno Contro mi ha lasciato una sensazione di tanto ancora da dire. La trama di dolore e perbenismo è interessante e il cast non recita affatto male, ma la storia inizia poi a smarrirsi e a confondersi.

Probabilmente è questo l’effetto cercato dal regista. Però questa deriva non mi ha convinto, nelle mie aspettative supponevo Ozpetek andasse più a fondo.
Comunque, due ore di cinema affascinante.