Il video qui sotto l’ho già postato. Ma.
Ma mi sospendo a guardarlo ogni volta che capita. é una delle sequenze più emozionanti passate per il piccolo schermo. parla d’amore, si. ma non l’amore astratto e immaginato. è l’amore che si mischia alla vita e a tutti dubbi e le difficoltà e ne esce sporco forse ma certamente più vero. si, “vero” è la parola più adatta.
ho fatto mio questo video. mi ha fatto pensare, piangere. l’ho dedicato alla persona che amo.
mi ha fatto scoprire “Nothingman” dei Pearl Jam, che è stupenda.
solo 2 parole, amabili resti è molto molto bello: visionario, un pò fiaba un pò thriller, è un patchwork perfetto di tanti generi.
chiaramente la mano di peter jackson si fa sentire nell’originalità delle inquadrature e nell’immaginare quel “mondo di mezzo” dove la protagonista resta sospesa. bello, bello.
ps: capisco fino ad un certo punto il vm 14.
ps 2: nei trailer ho visto “legion”. che sontuosa tamarrata
ps 3: prossimo film al cinema “invictus”, e poi alice 3d (se mai arriverà..). outsider: the wolfman
i film visti al cinema per caso o per forza: si insomma, quelli che vai per fare compagnia a qualcuno, strattonato o senza convinzione.
oppure a caso, ad istinto, senza aver letto nulla di trama e recensione.
ho 2 titoli e mezzo “fortunati”. Matrix, il primo: visto al cinema su insistenza di un’amica, una domenica pomeriggio di settembre del 1999. avevo visto si e no un trailer di sfuggita. senza emozione. bè il resto è noto.
Eternal sunshine of a spotless mind. questo scoperto per caso, spiando qualche recensione ma superficialmente. visto in seconda fila, con una persona al tempo molto importante. il film è un capolavoro e “parlava” un pò di noi. fantastic.
il mezzo è Dodgeball. una cavolata ma assurde risate in compagnia.
(sul filo del fuorigioco potrei mettere anche “Immortal ad vitam” intravisto per caso nei trailer di qualche film.. alcuni amici mi odiano ancora)
ma la ruota nn gira sempre bene. il peggior film che ho visto al cinema, ever: Birth – Mi chiamo Sean. trascinato di forza e nn ho cambiato assolutamente idea.
e se nn avete visto “i soliti sospetti” sarà anche la spoilerata definitiva. risparmiatevela, guardate il film. è il miglior colpo di scena della storia o quasi.
insieme a “il sesto senso”, “the others”,.. altri?
(ben di lost ha copiato da qua, ora ne ho la certezza)
bello e strepitoso. Alan Moore non ha certo benedetto questa trasposizione cinematografica ma il film lascia intravedere tutta la follia e la genialità della graphic novel.
i titoli di testa sono una perla, un film nel film (cultman mi aveva segnalato che si potevano vedere online ma temo li abbiano rimossi). la trama è un presente parallelo, in un 1985 a base di guerra fredda e minacce atomiche. i “supereroi” sono poco super e ancor meno eroi, sono umani, sono in sospeso tra luce e tenebre. la storia scivola tra flashback e congiure, ricostruendo via via le singole vicende e i nodi che le uniscono.
due ore e mezza abbondanti, ma non si sentono. e la colonna sonora è da urlo.
mi ha emozionato. è lungo, forse un pò troppo (ammetto leggeri abbioccamenti in prossimità dell’intervallo) ma l’essenza è forte, intrigante.
c’è una storia d’amore ed è forte e malinconica. ma il film non ruota solo sul sentimentalismo: si parla di vita, del gusto della vita, di morte, della sua ineluttabilità, del tempo che scorre.
nella prima metà una parte di me guardava lo schermo, l’altra rifletteva con amarezza. e un pizzico di commozione. Benjamin Button non mi ha lasciato indifferente
potrebbe essere il nuovo Titanic se fosse un pò più pop/polpettone. ma per fortuna non è così.
Impietoso perchè reale, tangibile. dopo i titoli di coda viene facile chiedersi “E io?”. la storia di una coppia promettente, felice che rotola nella quotidianità, trascinandosi dietro i sogni e alimentando un grigiore opprimente e devastante. Di Caprio + Winslet sono cresciuti dal Titanic e recitano alla grande, lei soprattutto. La vicenda e tutto il contorno sono costruiti con precisione e grande sensibilità.
Nell’America anni 50 come oggi, il conformismo annichilisce chi cerca una strada alternativa. E solo il matto di turno può e vuole dire la verità. Tutti gli altri vorrebbero ma si arrendono prima.
Revolutionary Road non finisce bene e non lascia indifferenti. Il no plus ultra è la sequenza finale, il segnale della resa definitiva.
ps: il libro omonimo è etichettato come capolavoro. lo scoprirò