umano,troppo umano

immagini gli artisti come uomini puri, toccati dal divino, esseri perfetti e rari. e sbagli. l’arte e i difetti possono cmnq convivere. sul Venerdí di Repubblica Walter Fermo racconta Ungaretti che ci provava con le sue studentesse o Calvino invidioso dei nuovi talenti. ci son rimasto un pô male.

è cosî bello mitizzarli e iconificarli. ingenuo ma bello

nel dubbio

”Per evitare le critiche, non fare niente, non dire niente, non essere niente”.

Elbert Hubbard

reclame

carina no?

nomadi digitali

infuso alla mano, mi sto prendendo nella lettura di questo blog: il titolo – Never Ending Voyage – dice già tutto: una coppia che ha deciso di vendere tutto e di partire in un viaggio senza biglietto di ritorno. e sul blog racconta, condivide foto, mostra come fare e quanto costa, fino all’ultimo cent, pardon penny.

sono arrivato a NEY da un altro sito, che porta lo stesso titolo di questo post: nomadi digitali. fatevi una ricerca su google e vedete che ne esce.

alzi la mano (o il thumb) chi vorrebbe emularli.
ma ora alzi la mano chi lo farebbe. troppe incertezze vero? allora documentatevi sul downshifting.

è una scelta interessante, discutibilmente forse.

ne sono irrazionalmente affascinato.

i discorsi a reti unificate

.. per quel pò di senso civico e nazionale che dovremmo avere, il discorso del presidente della Repubblica meriterebbe  più attenzione e passione.
ma poi lo vediamo perdersi tra antipasti, cucine, brindisi, trenini e auguri: e nessuno ci pensa più.

e nessuno se lo fila. vent’anni fa mi sembrava un momento fondamentale, da guardare con attenzione: il messaggio a reti unificate, la cerimoniosità dell’avvenimento. dieci anni fa lo guardavo già in modo svogliato, ed è stato un crescendo di disattenzione.

ma ora, da vecchio , ammetto che andrebbe ripreso, gustato, apprezzato.
oggi ho trovato questo articolo sul Sole 24 Ore

inutile aggiungere che il fascino di un discorso sta molto nella potenza e nel carisma dell’oratore: uno come Pertini da solo vale almeno una decina di Scalfaro ça va sans dire

è solo un corso di informatica

è stato solo un corso di informatica, un corso base e quasi da zero.  cose normali, semplici.
però mi ha lasciato sapori forti. io amo Internet, ne ho fatto la mia professione: insegnarlo, farlo apprezzare a chi non lo conosce è un piacere, e non dico una missione che sembra una crociata. un piacere.

ma usare il computer è anche il pretesto per fare gruppo, divertirsi, imparare ben oltre la tastiera.
quando il più anziano della classe ci ha ringraziato per “avegli insegnato a camminare col compiute” mi ha onorato. son soddisfazioni.

piccole ma grandi.

auguri

“In realtà temiamo il domani solo perché non sappiamo costruire il presente, e quando non sappiamo costruire il presente ci illudiamo che saremo capaci di farlo domani, e rimaniamo fregati perchè domani finisce sempre per diventare oggi, non so se ho reso l’idea. Quindi non bisogna affatto dimenticare. Occorre vivere con la certezza che invecchieremo e che non sarà né bello né piacevole né allegro. E ripetersi che ciò che conta è adesso: costruire, ora, qualcosa, a ogni costo, con tutte le nostre forze. Avere sempre in testa la casa di riposo per superarsi continuamente e rendere ogni giorno imperituro. Scalare passo dopo passo il proprio Everest personale, e farlo in modo tale che ogni passo sia un pezzetto di eternità. Ecco a cosa serve il futuro: a costruire il presente con veri progetti di vita.”

Muriel Barbery
‘L’eleganza del riccio’
(riletto qui)

insomma, auguri. di buon natale, buon anno e tutto il resto

ca’volo

amarcord: ca’ volo, uno dei format più interessanti dell’ultimo decennio.
Se siete giovini o nel 2001 facevate dell’altro, è stata una trasmissione di Mtv di quasi dieci anni fa, due edizioni + pseudo spin off.

ne ho fatto incetta ai tempi di Padova. Il periodo universitario è quello in cui guardi di tutto e di più: si sa. tv sempre accesa, video musicali a memoria. non ti perdi nulla. peccato che al tempo ci fossero pochi serial da seguire.
ora Mtv (e la tv in generale)  si e no che la “zappo” tra mezzanotte e la una.

Fabio Volo era il padrone di casa e si parlava di tutto: musica vecchia e nuova, film, libri, cazzate (tante), surrealità. è lì (e l’ho scritto più di una volta e lo ribadisco) che ho conosciuto mr Jeff Buckley e tanto altro stuff. grande stuff.

mi manca un pò e su you tube faccio fatica a recuperarlo.

ps: visto che ieri si parlava di isabella ragonese e oggi di volo, mettete insieme i due nomi e nel 2011 esce “Il giorno in più”. bel romanzo, film all’altezza?

dieci inverni

non sottovalutelo, come rischiavo di fare io.
è un film (opera prima mi pare) emozionante, una storia d’amore spezzata, congelata, temporizzata.
dieci inverni: dieci fasi: da un incontro ad un epilogo.

e in mezzo passa di tutto.
debolezze, vendette, lasciate e perse, lost and found, casi, coincidenze. le cose giuste al momento sbagliate o forse le cose sbagliate al momento giusto.

sentimentale e non banale: può succedere, è un dono raro ma succede.

ps: la canzone di capossela (con cameo) aggiunge preziosità ulteriore

nathalie

a rodi, in vacanza, veloce zapping prima di cena per beccare la prima puntata di xfactor. guardo elio ma soprattutto ascolto la prima concorrente. canta Lamerica di Gianna Nannini:  mi fulmina. Ha un fascino misterioso (capelli rossi rulez) e una voce esplosiva. Così fragile e timida ma potente, tormentata.

Tifo per lei.
Poi xfactor lo seguo saltuariamente su yotube, guardando qualche esibizione dal vivo e le gag di elio. poco altro.
continuo a tifare.

Scopro che arriva in finale e, tornando a casa, zapping pre nanne:  vedo la proclamazione del vincitore di xfactor.
mi gusto la sua vittoria. ne godo. un talento vero, senza fronzoli.
non credo (lo spero) diventerà mai una popstar ma (lo spero) sappia esprimersi fino in fondo. il successo da showbiz può attendere e può anche non arrivare mai.

la musica è altro, no?

Nathalie.