..dal miglior Kubrick al peggior Spielberg.

 Shining:  ho colmato la lacuna, film da antologia. Sulla regia poco da dire, ma sublimi anche la fotografia (ansiogena e claustrofobica), il gioco dei colori (m è venuto in mente Lynch e Twin Peaks), tutta la trama fino al colpo di scena finale. E poi Nicholson inarrivabile, talento totale. Niente da aggiungere

La guerra dei mondi: hm hm. il finale è affrettato: ho cercato di dargli un senso ma nn sono del tutto convinto. serve forse a sottolineare l’impotenza degli uomini contro gli alieni? (spoiler: inizio) che se nn era per quei benedetti virus i mostricciatoli vincevano e addio umanità? (fine spoiler). chissà
il resto è degno, molto degno: tensione, fotografia buona, violenza oltre gli standard medi del blockbuster. Tom Cruise non mè piaciuto, come attore nn m emoziona. Dakota Fanning spero invece nn resti traumatizzata dalle parti che le danno: sempre terrorizzata e urlante.
ehi, spiegatemi il finale ok?

Ancora Muse

linko il post by bro e le sua raccolta di foto, e il parere di follettina sullo splendido concerto ! E poi la breve recensione che ho scritto su Veronablog, soprattutto per alcuni straordinari commenti…

vero che non scrivo più all’Arena ma ho amici e conoscenti tra i collaboratori: sto seguendo i risvolti – poco simpatici – legati alla nuova foliazione. in particolare, a pagina 13 di oggi:

Costretti a scioperare perché vogliamo lavorare di più e meglio: se da venerdì i lettori non troveranno in edicola L’Arena, sarà perché ai giornalisti non resta altro che scioperare, in difesa del diritto all’informazione e per il bene del giornale.

L’Arena esce da mercoledì 4 luglio nel nuovo formato solo perché la redazione, che per tempo aveva previsto e segnalato — inascoltata — tutte le difficoltà, ha accettato di fare negli ultimi 12 giorni il lavoro di preparazione che si poteva e doveva programmare in due anni.

Abbiamo dovuto accettare di arrivare in edicola senza aver avuto modo di stampare un numero zero, con il sistema editoriale non completamente messo a punto e, soprattutto, con una foliazione che penalizza fortemente il nostro lavoro e priva i lettori di informazione.

I redattori dell’Arena, allarmati per le conseguenze che i ridotti spazi informativi potranno avere anche sulle vendite del giornale, si appellano al direttore responsabile affinché faccia valere le sue prerogative con l’editore e rivendichi il ruolo primario dell’informazione.

Il Comitato di redazione

yes, un concerto sontuoso e da ricordare: i muse hanno incendiato l’arena con la loro tremenda potenza di fuoco. Spettacolari nella performance, eccellenti i suoni e ancora di più fantastici gli inserti video ad accompagnamento delle canzoni. Con il repertorio hanno sfiorato un pò tutta la discografia, dalle nuovissime a quelle più datate. Bellamy è indemoniato: dategli una chitarra, al resto ci pensa lui.

Potenza ma anche dolcezza: sulle note di Invincible, con l’intro in slide, impossibile non emozionarsi. Il pubblico ha ovviamente seguito, ballato, urlato per le quasi 2 ore di concerto: l’arena era praticamente al completo.

Peccato solo per la freddezza un pò british sul palco: poca interazione a margine delle canzoni, ma poco male, le emozioni non sono certo mancate.

Qui caricherò le foto via via le raccoglierò dai compagni di concerto.

Estasi: Ludovico Einaudi

intro e primo pezzo (il mio preferito): il pubblico rapito in un incantesimo, sospeso, trattenendo il fiato. e poi risveglio al primo (dei molti e meritati) applauso.

lo spettacolo di einaudi all’esedra del palazzo del tè (location fantastica) ha emozionato, semplicemente. signorile ma non snob, accanto a lui una sezione di archi + “dj”.

il concerto è durato meno di due ore, dedicato soprattutto all’ultimo album “divenire”, eseguito con una passione notevole. i violini dal vivo sono stati di grande efficacia e intensità. elegante e profonda, la musica di Einaudi tocca dentro in modo imprevedibile e immediato.

in conclusione, dopo l’applauso finale, bis e standing ovation.

esta noche, tocca ai muse.