sono le parole che mi hanno emozionato, poesia e prosa. le avevo raccolte in un file qualcke tempo fa. ora meritano di andare online

La prima in assoluto: l’ho fatta mia completamente. E Borges è tra i miei scrittori prediletti in assoluto. (Avete mai letto Finzioni)? Da lui non mi sarei mai aspettato una poesia del genere. Eppure Details »

mi è piaciuta: non enorme ma densa e ben organizzata. Stand, musica, balli, animazioni, non mancava nulla. Di pubblicità non ne ho vista ma fortuna che la Giulia ha una vista da falco e ha intravisto un manifesto a Bovolone. La notte bianca è un bel format per portare la gente in strada: si riscoprono i paesi, si vive una serata diversa senza spendere. Il pubblico risponde bene a queste iniziative: andrebbero fatte più spesso e i paesini piccoli possono osare.

Domenica ci siam concessi invece un pomeriggio di cazzeggio in riva al Mincio e due passi a Mantova.
Un video acustico (un gruppo consigliato da cultman): The Editors. Ispira tristezza e spleen? Vero ma che voce. E la versione “normale” non è da meno

è un test psicologico, disponibile qui. Ecco il mio risultato:

Orientamento Funzione dominante Funzione d’appoggio Funzione terza Funzione inferiore Tendenza
Estroverso Intuizione Sentimento Pensiero Sensazione Percettiva

Questo tipo è motivato dalle novità e dalle possibilità che la sua intuizione riesce a cogliere. è curioso, entusiasta e pieno di interessi. Ha molti amici che lo apprezzano per le sue doti. è empatico, spesso divertente, capace di capire le motivazioni delle persone. è anche sensibile ai bisogni e ai sentimenti degli altri che spesso riesce a captare o a anticipare.

Generalmente ama circondarsi di persone piuttosto che rimanere da solo. Attribuisce molta importanza al calore dei sentimenti ed è molto leale nei confronti dei suoi amici. è una persona sensibile che rischia a volte di prendere le cose in maniera troppo personale. èè sensibile agli elogi di cui ha occasionalmente bisogno. Cerca di evitare le situazioni che comportano delle tensioni: fa fatica a sopportarle, a meno che non riesca a vederle come un problema interessante da risolvere. Ama infatti, come tutti i tipi intuitivi, affrontare e risolvere i problemi.
Ai suoi occhi non c’è niente che non abbia una qualche soluzione! è dotato di molta fantasia e immaginazione e riesce spesso a trovare delle soluzioni brillanti e originali. è indipendente e non è un conformista. Difficilmente si lascia impressionare dall’autorità e dalle regole. Anzi, spesso usa la sua creatività per aggirare le regole se le considera inutili o superflue!

La sua funzione inferiore è la sensazione. Questa situazione lo espone al pericolo di non avere i piedi per terra. Ha una gran quantità di idee ma può non essere in grado di valutare se sono realistiche e realizzabili. La sua incuranza nei confronti dei dettagli e dei fatti concreti può portarlo a essere disordinato e a non trovare quello che cerca. Non è generalmente una persona precisa. Detesta la routine e le procedure complicate. Appena una cosa diventa ripetitiva, ha tendenza ad annoiarsi. Ha quindi bisogno di variare le sue attività.

Appoggiandosi più al sentimento che non al pensiero, questo tipo rischia di non dedicare tempo sufficiente all’ analisi dei problemi, saltando troppo rapidamente alle conclusioni e andando incontro a degli errori. Sul piano del lavoro è più adatto ad avviare dei progetti che a stabilizzarli o consolidarli. è comunque spesso una persona molto dotata, in grado di fare bene quello che le interessa. Sul piano delle relazioni di lavoro non incontra particolari difficoltà. è un entusiasta, è interessato ai rapporti interpersonali e sa trattare con le persone.

In un certo senso, scrivere è un esercizio terapeutico, una proiezione di desideri inappagati, un surrogato della vita non vissuta e delle azioni non compiute. E per l’ispirazione faccio ricorso alla proposta di Baudelaire nei Diari intimi di “uno studio della grande malattia, l’orrore della propria cosa”. Pochi sono al sicuro dalla virulenza di questa infezione, quella forza che ci fa cenno di avvicinarci all’ignoto.

Spostarsi elettrizza, restare paralizza. Perché nel simbolo del Viaggio si ritrova il nostro principale dilemma. Dove sta la felicità? Perché il Qui è così ; insopportabile? Perché il Là è così invitante? Ma perché il Là è più sopportabile del Qui? “Cos’è questa strana malattia” si lamentava Petrarca con il suo giovane segretario, “questa mania di dormire ogni notte in un letto diverso?”

(Bruce Chatwin, dai taccuini lasciati alla Bodleyan Library di Oxford)

questo post viene da quanto scritto da bro nel suo blog, in particolare:

Se gli argomenti sono abbigliamento, il fighetto che passa, cosa si fa domani e dopodomani, quale discoteca scegliere per la settimana prossima, controllare se quell’altra che tutti stanno guardando è effettivamente una bella ragazza o meno, il concerto di Vasco o di Biagio Antonacci che tramite amicizie “importanti” sarà forse gratis e in posti privilegiati [..] beh io mi sento inevitabilmente uno straniero

evviva gli stranieri.
nella bassa veronese se pensi a locali cool pensi al Rosie’s. Lo stereotipo comune è che al Rosie’s ci vanno esclusivamente fighetti, gente che ti squadra dall’alluce al capello alla ricerca di una griffe. é vero fino ad un certo punto ovviamente, il pubblico è vario, si vede praticamente di tutto. Lo stesso possiamo dire di altri posti e facciamo i nomi: Corte degli Angeli, Principe, Invidia. Se ho dimenticato qualcuno relax: take it easy, tanto non è un post promozionale.

Parlo di questi locali cool perchè è frequente sentire di passaggio le chiacchierate di chi sta bevendo qualcosa e impressionarsi della ripetitività/monotematicità dei discorsi. Ma non è un problema dei posti, è la gente. Non uso paroloni come “omologazione” che mi fan ridere quando vengono usati da certi espertoni della società.
La gente (ecco, io odio le generalizzazioni ma uso un banalissimo “gente” ) si sta amalgamando i neuroni su certi argomenti standard. Alcuni per stupidità, molti altri per mancanza di alternative si ritrovano a parlare di robe di cui alla fine non frega nulla a nessuno.

La gente va dove sa troverà tanta altra gente e parlerà quello di cui molti altri parlano.
ma evviva gli stranieri.
le mie serate preferite son quelle che spaziano dalla cazzata al tema cool, al gossip al cinema/musica/film/progetto, senza dimenticare vita personale e problemi. altrimenti mi annoio e cambio aria. è un mio difetto di fabbrica.

grazie stranieri.

ps: al Rosie’s ci vado abbastanza però

Lido delle Nazioni

sono tornato domenica sera ed è stata una decina di giorni bella e totalmente rilassante. ho fatto un mio piccolo coast to coast, passando dall’adriatico al tirreno: un pò ai lidi, un pò a punta ala, mettendo in mezzo san marino, san leo, rimini e qualche altra deviazione. grazie a giulia, mia splendida compagnia di viaggio.

viaggiare in auto mi piace sempre, soprattutto quando ci sono strade nuove da conoscere. mi incuriosisce scorprire panorami, paesini, elementi caratteristici. spesso sono gli aspetti più banali a caratterizzare un territorio. e poi è bello esplorare cartina alla mano, magari perdendosi a volte, ma senza orari o impegni da rispettare: girare per il gusto di farlo. credo anch’io che il bello di un viaggio è andare e non arrivare. qualche appunto sparso.

LIDI

I lidi son sempre i lidi, tranquilli e tanto mare, un buen retiro semplice semplice. Anzi per me sono “il mare” per eccellenza (fortuna eh? non è proprio azzurro sardegna ma almeno negli ultimi anni si lascia nuotare) da quando ero un baby fox. Tanti ricordi in quei posti, tante immagini. Le due vacanze in compagnia (quella del 2001 bella bella, quella del 2004 con la compa già in rottura), l’estate scorsa con zu e sam. E poi ancora più indietro: zii, cuginetti, papà, amici della spiaggia. I lidi mi sono pur sempre nel cuore.
Una menzione particolare per il 2007 alla piadina Ciliegia che ci ha sfamati ripetutamente.


SAN MARINO

Ci sono tornato dopo 20 anni credo (era il 1988 o giù di lì), sempre affascinatamente medioevale, forse un pò più non luogo e troppo turistica. Negozietti ovunque, in ogni angolo possibile e ovviamente un pubblico da tutto il mondo. Curioso un giapponese che sugli scalini del Duomo parlava nella sua videocamera: su due piedi ho pensato a un viaggiatore in giro per l’Italia che raccontava le sue mete. Chissà


SAN LEO

Incastonata attorno alla rocca del Cagliostro (la visiterò con calma alla prossima occasione), unisce le caratteristiche del paesino di campagna a quelle del borgo medioevale. Tutto a portata di mano e tutto così fortemente storico. Un piccolo gioiellino a 20 km da Rimini.


RIMINI

Strano ma non ero ancora passato da quelle parti, fortuna Giulia mi ha fatto da guida mostrandomi i luoghi delle sue vacanze. Rimini e la sua infinita via centrale, turismo di massa a flusso continuo, caos costante: ci siamo rimasti per il tempo di una piadina e di un caffè ma le sensazioni erano molto nitide. E mi è piaciuto questo lato dell’Adriatico così full of life.


TOSCANA: PUNTA ALA + CASTIGLIONE PESCAIA

La Toscana ha qualcosa di speciale, è innegabile. Nel campeggio (grazie all’ospitalità dei suoi della Giulia) a pochi passi dal mare e di fronte all’Elba: natura e una vista da cartolina. Dopo 5 ore di strada siam arrivati lì a vedere il tramonto e ho capito che sarebbe valsa la pena farsi anche 15 ore di coda pur di esserci.
Castiglione della Pescaia: vip e una location di stile, con la fortezza che guarda il mare e, al suo interno, stradine e locali. ah, a Castiglione ho conosciuto l’Uomo Invisibile, un’artista di strada fantastico: il pubblico bloccava il passaggio per vederlo all’opera. Pubblicherò le foto del mio nuovo amico senza testa.

E poi Saturnia, le ultime terme gratis d’Italia, aperte 24 ore su 24 e free per tutti (si dice che qualche imprenditore – tipo Berlusconi – voglia privatizzare il tutto). Un parco all’aperto improvvisato con queste cascate di acqua solforosa (ho ancora un pò di odore addosso) calda e accogliente. Il fondo del laghetto/torrente è avventuroso: pietre+melma ma lo sforzo è tutto ripagato. Durante il bagno mi è venuto un flash: forse Ammaniti parlava di Saturnia in “Ti prendo e ti porto via”. Ho controllato ed è così, un episodio del (bellissimo) libro si svolge proprio lì.
Poi uno sguardo a Pitigliano e agli altri borghi sulle cime delle colline. La Toscana è infinita.

On the road, le strade sugli Appennini, prima tra Bologna e Firenze e poi da La Spezia a Parma. E poi la strada tra Parma e Mantova.
Si torna a casa più affamati di esperienze. Prossima destinazione:Barcellona (sempre che non ci cambino ancora il volo )

un mondo coi suoi eleganti riti: con i miei occhi da profano la sensazione è stata questa.

Le candele accese all’inizio della rappresentazione, i colpi di gong a segnalare che la pausa sta finendo, il direttore che entra ed esce appena prima/appena dopo l’atto. Colpo d’occhio splendido poi l’Arena in notturna con la città sullo sfondo: dai nostri posti si ammiravano le colline e i campanili della città. Verona è splendida.

La Traviata, e anche qui parlo da ignorante, è innegabilmente molto simile al Moulin Rouge di Luhrmann e la messa in scena di quest’anno, moderna e vagamente kitsch, rende le affinità ancor più evidenti.
Scenografia forte con una bambola gigante, piattaforma a forma di cuore, colori forti e sgargianti. Idem per i costumi.
Un bel pugno per i puristi che ovviamente non hanno troppo apprezzato.

Immaginavo il mondo della lirica come un ambiente composto, elegante, quasi freddo e mi ha sorpreso invece la visceralità e il “tifo” espressi invece dal pubblico nel contestare o nell’applaudire gli interpreti: passionalità vera e propria.