emmaus (baricco)

se l’inizio è stato sofferto e stavo quasi per abbandonarlo (e raramente sono arrivato a lasciare un libro prima di finirlo), procedendo ha catturato la mia attenzione in modo quasi passionale, una valanga in corsa fino all’ultima pagina.
non vorrei direi che è tra i migliori 3 di baricco, forse addirittura il secondo: non lo dico ma lo penso.
è doloroso, chiuso, drammatico eppure così intimista: una raccolta riflessione sul crescere, forse.

grazie presidente

largo ai giovani ma grazie di cuore ad un presidente della repubblica di 86 anni che tiene in equilibrio la zattera Italia nel momento più confuso. per fortuna.

sono segnali forti e di speranza. mai visto la politica lavorare di week end e risolvere una crisi di governo in così poche ore.
si c’è speranza: anche se si tratterà di pagare nuove tasse (quell’Ici soppressa tanto per guadagnare voti) ma quando ci sono un obiettivo e una strategia allora pagare ha un senso.

ps: scene irruenti (de panza e di claque) quelle di ieri sera e di oggi per le dimissioni di berlusconi, un pò troppo goliardiche, quasi passionali. ce ne ricorderemo tutti.
quel che è certo: qlcs di forte è cambiato. non lo capiremo subito ma un giorno ci sarà chiaro. per quel che mi riguarda sarò felice quando Monti sarà all’opera. Silvio non l’ho mai votato e di sicuro non mi mancherà.

il segreto per vincere le elezioni. tutte le elezioni

lo penso da tempo e mi rincuora lo dica anche un premio Nobel

Dario Fo: “Opposizione rinunci a tutti i priviliegi” – “L’opposizione dovrebbe rinunciare a tutti i privilegi. Tutti insieme dovrebbero rifiutare la paga e prendere quanto un assessore di un comune di provincia”. Lo dice Dario Fo in un’intervista a Left domani in edicola di nuovo insieme a l’Unità, in cui suggerisce alla sinistra un gesto eclatante. “Dovrebbero dire: noi da questo momento non accettiamo più questi soldi. Sarebbe un colpo straordinario”

Chi ha il coraggio di farlo avrà la vittoria tout court. Troppo semplice?

la mia generazione è reale

un mashup per la coscienza

&

Appunti per un leader

A leader makes the decisions that need be made.

Things are not always clear and the way is not always obvious.

Founders are responsible for making the best decisions possible with the best information available.

Sometimes it means taking a stand and being resolute in convictions with or without the support of others.

Leaders are people who can think for themselves.

 

(Sarah Prevette / Sprouter.com: sito che consiglio)

capelli (rossi)

RIP

lo scrivo un anno si e uno no, questo è l’anno si: odio i cimiteri in prossimità del 2 novembre. sono finti e vuoti e decadenti e inutili come certi asfittici Natali di lustrini appiccicati e regali sfasciati.

a tale of two people

il racconto di due persone che per caso o routine vedo ogni giorno o quasi.

la prima è una mamma piuttosto giovane. viene ad aspettare il figlio (bimbo, elementari credo), lo guarda con tenerezza e simpatia. cammina dinoccolata, cappellino sempre uguale. mi piace come tiene per mano il piccolo, come a volte camminano a distanza, come parlano tra di loro e lei tiene il suo zaino.
cammina strana, un pò disarmonica ma con dolcezza. mi strappa sempre un sorriso

il secondo è un ragazzo, credo qualche anno più di me. sempre fermo a guardare altre persone giocare a carte. si: gli altri seduti giocano lui guarda in silenzio, occhiali alti, testa bassa. mi piace meno, mi sa di passività. lo so il bar è un rito, un punto di ritrovo per passare il tempo, pausa pranzo o serata che sia. un mondo di aggregazione a base di carte, gazzetta dello sport, un bicchiere o 2. forse lo conosco troppo poco e per questo lo giudico.

 

ducasse rules(se)

musica di prima emergenza

.. cioè la musica da portare sempre a portata d’orecchio, pronta all’uso ad ogni latitudine e ora del giorno e della notte.
il mio pusher è l’iPhone, i miei album di prima emergenza:

The Royal Albert Hall Concert, Ludovico Einaudi
Go, Jonsi
Neon Bible, Arcade Fire
21, Adele